11 aprile 2015

Le opere d'arte cancellate dalla storia recente


Courbet

Gli spaccapietre di Courbet (1849)

Appare evidente quanto gli eventi storici, le guerre e gli incendi, abbiano devastato città e distrutto opere d'arte di cui rimpiangiamo l'assenza. Uno degli esempi più noti di questa lacerazione è senza dubbio l'incendio della Biblioteca di Alessandria d'Egitto, dove la perdita di migliaia di manoscritti ha cancellato fin troppi tasselli della cultura del passato. Tuttavia su certi eventi storici si è, in un certo qual senso, indulgenti dato che l'importanza di preservare le opere è un concetto acquisito solo in epoca moderna; un po' come per le spoliazioni medievali dei monumenti greci e romani... Ciò che desta rabbia e stupore invece è quando la perdita è avvenuta in epoca moderna per cause accidentali, per conflitti o per mera stupidità umana: proprio come accade oggi in Iraq presso i siti archeologici sumeri.
In questo articolo si mostreranno alcune opere d'arte il cui valore è talmente grande da non poter immaginare il fatto che non esista più nessun originale.

Natività coi santi Lorenzo e Francesco d'Assisi di Caravaggio (1609 circa)

Una tra le perdite che destano più rabbia per noi italiani è la scomparsa della Natività coi santi Lorenzo e Francesco d'Assisi di Caravaggio, trafugata nel 1969 presso l'Oratorio di San Lorenzo a Palermo. Nella chiesa non erano previste misure di sicurezza, quindi il furto è avvenuto con facilità. Tuttavia attorno a questa sparizione ne è nato un giallo perché sembrerebbe che il furto fosse stato commissionato dalla mafia, dato che diversi pentiti racconteranno qualcosa in merito. Dalle indagini inoltre è emerso che già all'atto del trafugamento la tela venne impunemente danneggiata perché arrotolata, onde consentirne il trasporto. Riguardo a ciò che avvenne dopo però subentrano diverse versioni contraddittorie: il pentito Vincenzo La Piana afferma che nessun ricettatore voleva comprare l'opera e per questo venne seppellita nelle campagne del palermitano assieme a della droga, mentre secondo Giovanni Brusca la tela sarebbe stata restituita qualora fosse stato alleggerito l'articolo 41 bis sul regime carcerario duro per i mafiosi; infine Gaspare Spatuzza riferisce che la tela venne affidata ad una famiglia mafiosa che l'avrebbe custodita in malo modo presso una stalla dove sarebbe stata rosicchiata dai maiali e dai topi e infine, a causa dell'irreparabile danneggiamento bruciata.

   
    San Matteo e l'angelo di Caravaggio (1602)   Ritratto di cortigiana di Caravaggio (1597)

Durante la Seconda Guerra Mondiale è avvenuta una delle più vaste distruzioni di opere d'arte che la storia recente ricordi. L'episodio di per sé è poco noto, ed è stato chiamato l'incendio della Flakturm Friedrichshain a Berlino. Durante la guerra i nazisti, per preservare gli oggetti di valore e le armi, costruirono le Flakturm, delle torri in cemento armato atte a resistere ai bombardamenti. A Berlino l'avanzata degli Alleati e le frequenti incursioni aeree costrinsero le autorità a riporre le opere dei musei berlinesi nella Flakturm Friedrichshain. Per quanto alcune torri non avevano resistito ai bombardamenti, quella in questione rimase indenne per tutta la durata della guerra sino all'arrivo dei russi. Nella notte del 5 maggio 1945, mentre quel settore della città era ormai stato conquistato dalle truppe sovietiche, scoppiò un incendio all'interno della torre che distrusse per cinque giorni: quadri, tessuti, ceramiche e sculture. In particolare andarono in fumo ben 417 opere di inestimabile valore. Tra di esse vi erano anche dei quadri di Caravaggio, come la prima versione del San Matteo e l'angelo, il Cristo sul monte degli ulivi e il Ritratto di cortigiana. Ma ci sono anche altre perdite di un certo rilievo come la Pala Sarzana di Andrea del Sarto o L'educazione di Pan di Luca Signorelli e il Giudizio Universale di Beato Angelico. Ad oggi nessuno sa con certezza chi abbia appiccato l'incendio, si sospetta la mano dei nazisti in ritirata i quali non avrebbero voluto lasciare quel bottino di guerra ai russi.
 
    L'educazione di Pan di Luca Signorelli (1490 circa)                     Giudizio universale di Beato Angelico (1456)

Sempre durante la Seconda Guerra Mondiale avvenne un'altra tragedia artistica, questa volta dichiaratamente voluta, stiamo parlando dei pannelli per l'Università di Vienna di Klimt. Nel 1894 il Ministero dell'Istruzione austriaco commissionò a Gustav Klimt quattro pannelli per decorare l'aula magna dell'università. Negli anni successivi iniziò il lavoro ma alla consegna dei primi pannelli le aspre critiche indussero il pittore a ricomprali per se stesso. I pannelli dopo la morte dell'artista passarono di proprietà e quando arrivarono i nazisti a Vienna inclusero anche le opere di Klimt nell'elenco dell'arte degenerata. Tuttavia la bellezza delle tele non impedì la possibilità di esporle in una mostra ufficiale. Poi con l'approssimarsi delle persecuzioni contro gli ebrei i nazisti misero mano ad altre tele di Klimt di proprietà dell'industriale ebreo August Lederer. L'andamento della guerra e i primi bombardamenti sull'Austria costrinsero le autorità a stipare le opere di Klimt e altre superstiti presso il castello di Immendorf nel sud dell'Austria. Quando l'Armata Rossa era in procinto di conquistare il paese nella notte tra il 7 e l'8 maggio 1945, un gruppo di ufficiali delle SS sostò per tutta la notte nel castello. Consapevoli dell'imminente fine si abbandonarono ad un'ultima festa nelle stanze dove erano conservati i Klimt. La sensualità delle figure favorì sicuramente il clima orgiastico che si consumò nelle stanze. Ma il giorno successivo, per sfregio i nazisti fecero brillare dell'esplosivo procurando un incendio che devastò totalmente gli interni.

   
       Medicina di Gustav klimt (1900-1907)         Filosofia di Gustav Klimt (1899-1907)

Sempre durante l'ultima guerra mondiale si segnala la scomparsa del Ritratto di giovane uomo di Raffaello, il dipinto che era custodito presso il museo di Cracovia. Con la conquista tedesca della Polonia nel 1939 il dipinto, assieme ad altre opere, venne prelevato dal museo divenendo proprietà del locale gerarca nazista. Fu poi nel 1945, con l'arrivo dei sovietici, ad essere recuperato, ma è anche da quel momento che si sono perse le tracce.
Una fine ancor più tragica è stata assegnata a Gli spaccapietre di Courbet. L'opera era custodita a Dresda, città devastata dai bombardamenti Alleati nel 1945. Per preservare le tante tele del locale museo, i nazisti organizzarono il trasporto in un luogo sicuro, ma il convoglio venne intercettato da una pattuglia aerea subendo un bombardamento che distrusse il quadro assieme ad un centinaio di altre opere.

Raffaello
Ritratto di giovane uomo di Raffaello (1517 circa)

Per concludere la carrellata di racconti legati all'ultima guerra ci spostiamo in Giappone dove nel 1920 un giapponese si assicurò l'acquisto di un'opera di Van Gogh, Vaso con cinque girasoli. Il proprietario che viveva nel distretto di Ashiya nei pressi di Osaka volle cautelarsi per conservare l'importante tela presso il bunker della locale banca, essendo il suo paese in guerra contro gli USA. Ma la banca si rifiutò di depositare l'opera a causa dell'umidità del bunker che non avrebbe garantito l'incolumità, così il proprietario si vide costretto a conservare il dipinto nello scantinato di casa. La sua città subirà nel 1945 ben quattro bombardamenti lasciando la sua abitazione intatta, ma l'ultimo bombardamento sarà quello fatale che farà bruciare la casa e la preziosa tela.

Vaso con cinque girasoli di Van Gogh (1888)
Annoveriamo infine un'ultima perdita importante per il mondo dell'arte, questa volta per cause naturali. Nel 1908 il devastante terremoto di Messina distruggerà l'intera città tra cui la chiesa di S. Nicola dei Gentiluomini dove era custodita un'opera di Antonello da Messina, S. Nicola e storie della sua vita. Il crollo della chiesa ha distrutto completamente la pala d'altare.

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