7 luglio 2026

Dal mito della Dolce Vita ai social: come cambia l’idea di bellezza femminile

Dalla sensualità senza tempo delle dive del cinema italiano agli algoritmi dei social network, il modo di raccontare il corpo femminile continua a trasformarsi. Ogni epoca sembra proporre un proprio modello estetico dominante, spesso destinato a essere sostituito da quello successivo. Oggi il ritorno delle forme morbide viene interpretato da molti come un segnale di cambiamento, ma la domanda resta aperta: stiamo assistendo a una maggiore libertà di espressione o semplicemente all’alternarsi di nuovi canoni?

Su questo tema interviene la scrittrice Assia Penta, che nei suoi romanzi affronta da anni questioni legate all’identità femminile, all’accettazione di sé e al peso del giudizio sociale.

Nei suoi libri il rapporto con il corpo e l’autostima è un tema ricorrente. Perché ha scelto di affrontarlo?

«Perché credo che molte donne si riconoscano in queste fragilità. In Una curvy in una jungla ho raccontato il body shaming e le ferite che può lasciare il giudizio degli altri. Negli altri romanzi ho cercato di dare spazio a donne che trovano il coraggio di ricostruirsi, imparando ad accettarsi e a liberarsi dai condizionamenti.»

Negli ultimi anni si parla spesso di un ritorno delle forme femminili più morbide. È un cambiamento reale?

«Dal punto di vista estetico qualcosa è cambiato e le curve sono certamente più valorizzate rispetto a qualche anno fa. Tuttavia credo sia importante non confondere questo con una vera conquista culturale. Anche in passato esistevano modelli di riferimento molto precisi. Cambiano le immagini, ma il rischio è che rimanga la pressione ad adeguarsi.»

Quindi il problema non è il modello estetico in sé, ma il fatto che ne esista sempre uno dominante?

«Esattamente. Per anni è stata celebrata un’immagine di estrema magrezza, oggi sembra esserci un ritorno delle curve. Il punto è che nessuna donna dovrebbe misurare il proprio valore in base alle tendenze del momento.»

Quanto incidono i social nella costruzione di questi modelli?

«Moltissimo. Oggi ogni immagine viene condivisa, filtrata e amplificata. Questo può creare aspettative irrealistiche e alimentare confronti continui. È importante ricordare che la bellezza autentica non coincide con la perfezione mostrata online.»

Qual è il messaggio che desidera trasmettere attraverso i suoi libri?

«Vorrei che ogni donna imparasse a guardarsi con maggiore rispetto e gentilezza. Le mode cambiano continuamente, mentre la serenità con cui si vive il proprio corpo dovrebbe restare un punto fermo.»

Il dibattito sull’immagine femminile accompagna la società da decenni e continua a evolversi insieme ai mezzi di comunicazione. Se ieri erano il cinema e la televisione a influenzare l’immaginario collettivo, oggi questo ruolo è condiviso con i social network, dove modelli estetici e tendenze si diffondono con una rapidità senza precedenti.
La riflessione proposta da Assia Penta invita però a spostare l’attenzione dal singolo ideale di bellezza a un tema più profondo: la necessità di riconoscere il valore della persona al di là dell’aspetto fisico. Solo quando il corpo smetterà di essere un parametro con cui misurare l’identità e l’autostima si potrà parlare di un reale cambiamento culturale.

Lorena Fantauzzi 

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