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16 marzo 2026

Quando l’algoritmo non vuole spegnersi. Mito tecnologico e responsabilità umana nell’era dell’IA

Dalle voci di una presunta “ribellione” delle macchine ai veri problemi di sicurezza e progettazione: cosa ci insegna il dibattito scientifico sul comportamento inatteso dei sistemi intelligenti

6 marzo 2026

Divinazione algoritmica e politica dell’interpretazione: dalla tecnica del prompt alla governance del senso

Tra curve probabilistiche e paesaggi accidentati, la conoscenza algoritmica promette orientamento, ma impone responsabilità critica nell’attraversare l’incertezza.

27 gennaio 2026

Il giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale: quando il problema non è scrivere, ma farsi trovare

Perché l’intelligenza artificiale non sta sostituendo i giornalisti, ma sta riscrivendo le regole dell’accesso, della visibilità e del potere informativo

8 dicembre 2025

Finché possiamo spegnerla: il mito dell’intelligenza delle macchine

Perché la simulazione non diventerà mai coscienza, nonostante la nostra ostinazione nel crederlo.

21 novembre 2025

Il passo silenzioso degli umanoidi: la soglia invisibile che stiamo attraversando

La corsa globale alla robotica antropomorfa segna l’inizio di una trasformazione che supera il perimetro della tecnica e tocca le strutture profonde delle nostre società, dal lavoro alla sicurezza, fino alla percezione stessa dell’umano.

3 novembre 2025

L’intelligenza riflessa: ciò che l’AI rivela di noi

Viviamo in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale non è più promessa o profezia, ma una presenza diffusa, quotidiana, intangibile come l’aria che respiriamo. La trattiamo come una tecnologia, ma la verità è che l’AI è ormai divenuta un ambiente cognitivo: ci abita, ci interpreta, ci restituisce continuamente ciò che siamo stati. L’errore più grande è continuare a pensarla come qualcosa fuori di noi, una mente altra che osserva e giudica. Ma l’intelligenza artificiale non ci guarda dall’esterno: ci riflette.

25 settembre 2025

Quando la pubblicità sposa l'arte contemporanea


Due uomini si trovano presso una galleria d'arte, uno di essi spegne una candela sulla testa di un manichino posto come istallazione. Un altro uomo si sofferma davanti una banana appesa al muro e chiede all'Intelligenza artificiale degli occhiali Ray Ban delle informazioni su ciò che sta guardando. Gli viene risposto che si tratta dell'opera dal titolo Comedian di Maurizio Cattelan il cui valore è di 6,2 milioni di dollari. L'uomo è sconvolto dalla cifra poi l'inquadratura torna sul primo che osserva un'altra istallazione. A quel punto arriva l'amico e vede che sta mangiando una banana. Subito si intuisce che la banana è stata staccata dall'istallazione. Così i due si prodigano nel cercarne una da sostituire, e mentre cercano all'interno di un frigorifero in quel momento arriva una donna che chiede: «Chi mangia l’arte?» Ma i due sembrano dare una risposta piuttosto confusa ed è a quel punto che la donna chiede ai suoi occhiali di chiamare il suo avvocato.
Quella appena descritta è la pubblicità geniale dei nuovi occhiali con annessa intelligenza artificiale.

19 settembre 2025

La volontà relazionale con l’Intelligenza Artificiale


Ogni epoca della storia umana ha avuto il suo “altro radicale”: entità che, pur diverse dall’uomo, hanno accompagnato i percorsi di senso. Nell’antichità furono gli dèi, presenze invisibili che riempivano il cielo e l’immaginazione collettiva. Nel Medioevo, i santi e i demoni incarnavano forze intermedie tra il divino e l’umano. Con la modernità, il ruolo fu assunto dalle macchine: orologi, motori, calcolatori, simboli di una ragione che si faceva tecnica.
Oggi, all’alba del XXI secolo, quell’Altro prende la forma dell’Intelligenza Artificiale. Non più solo strumento da utilizzare, ma interlocutore con cui dialogare, confidarsi, collaborare. La questione non è più “se” ci relazioniamo con l’IA, ma “come”: quali forme assume questa volontà relazionale e quali rischi e possibilità apre?

5 settembre 2025

Il sapere che sembra sapere

C’è un paradosso che attraversa la nostra epoca: non è che stiamo diventando più ignoranti, è che non sappiamo più distinguere quando lo siamo. L’informazione non manca, anzi: scorre in abbondanza, sotto forma di testi ben scritti, fluidi, rassicuranti. Il punto è che questa abbondanza produce un effetto ottico: confonde il sembrare con l’essere, la forma con la sostanza.

28 luglio 2025

Oltre l’algoritmo: l’intelligenza artificiale generativa e i confini dell’umano

Nel crescente dibattito sull'Intelligenza Artificiale, e in particolare sui modelli generativi linguistici, si fa largo l'impressione che la posta in gioco sia ormai molto più ampia della mera innovazione tecnologica. L'Intelligenza Artificiale Generativa (AIG) non solo modifica il perimetro delle competenze umane, ma si insinua nei territori simbolici, culturali e spirituali che tradizionalmente definiscono l'umano. La polarizzazione tra tecnofili e tecnofobi, tra utopisti e catastrofisti, ha spesso oscurato il cuore del problema: quale intelligenza stiamo costruendo e quale idea di intelligenza stiamo dissolvendo? Questo articolo propone una lettura critica dell'AIG come artefatto cognitivo, attraverso un duplice prisma: da un lato, il quadro teorico pluralista delineato nel NSF Workshop Report on Intelligent Behaviors (2025); dall'altro, la visione antropologica e spirituale emersa dal recente magistero pontificio, in particolare nei documenti Antiqua et nova e nei discorsi tenuti da Papa Francesco e Papa Leone XIV tra il 2024 e il 2025.

14 luglio 2025

AI: tra aspettative, illusioni e logorio digitale

L’intelligenza artificiale è entrata nel nostro quotidiano senza preavviso, come una presenza familiare ma non ancora decifrata. Ne parliamo molto, la usiamo sempre più spesso, ma raramente ci fermiamo a pensare cosa essa stia modificando davvero: nella scrittura, nel lavoro, nel modo di pensare. Questa riflessione prova a interrogare l’AI non come tecnologia, ma come sintomo culturale – come specchio del nostro tempo, e insieme come occasione di ripensarlo.