Avrete sicuramente sentito parlare delle molteplici forme di censura del web incrementatisi negli ultimi anni. Post di Facebook cancellati, canali Youtube chiusi, contenuti demonetizzati, ecc. Questa è la censura che viene oggi applicata dalle piattaforme per evitare il diffondersi di contenuti inopportuni. Nella maggior parte dei casi queste norme sono condivisibili, perché non si possono accettare video che inneggiano alla violenza, all'odio o alla rivolta. Tuttavia queste forme di censura tendono sempre più ad assumere dei contorni non ben definiti, tanto da includere anche diverse espressioni di dissenso legittimo.
Nel periodo del Covid non era permesso mettere in dubbio l'efficacia dei vaccini, salvo poi scoprire che effettivamente la loro efficacia era relativa, durava pochi mesi, consentiva il contagio e in alcuni casi determinava l'insorgenza di patologie. Nel frattempo chiunque avesse pubblicato un video che contestava la linea ufficiale veniva bannato dalle piattaforme internet e dalle TV. Oggi il problema nasce con la guerra in Ucraina dove il sentire comune in Italia è assai diverso da quello portato avanti ufficialmente. Ciò non toglie che in Italia, e sotto varie forme anche in Europa, siano in atto modalità di censura selettiva di certi contenuti.
Il sito Elapsus si appoggia da anni alla piattaforma Blogger. Faccio questo post perché negli ultimi giorni abbiamo ricevuto la notifica di un aggiornamento delle norme relative ai contenuti. Queste norme prevedono dei controlli sui contenuti pubblicati. Controlli che ovviamente hanno lo scopo di evitare truffe, contenuti per adulti, abusi, pratiche ingannevoli, molestie, minacce e incitamento all'odio. Tuttavia oltre a questi aspetti si trova la seguente dicitura:
Contenuti ingannevoli correlati a processi civici e democratici: contenuti che sono palesemente falsi e che potrebbero minare in modo significativo la partecipazione o la fiducia nei processi civici e democratici. Sono incluse informazioni su procedure di voto pubbliche, idoneità dei candidati politici in base a età o luogo di nascita, risultati elettorali o partecipazione a un censimento in contrasto con i dati dei registri ufficiali.
Si intende che se in futuro verrà messa in discussione la liceità del voto, per brogli o per altre anomalie il contenuto verrà rimosso. Capite bene che se alle prossime elezioni sorgessero dei dubbi sul processo di voto (in regione Sicilia è noto storicamente un certo inquinamento del voto da parte della mafia), e sorgessero malcontento, proteste e dissapori diffusi, qualsiasi articolo in disaccordo potrebbe essere cancellato.
Contenuti ingannevoli correlati a teorie del complotto dannose: contenuti che promuovono o accreditano convinzioni che individui o gruppi stiano sistematicamente commettendo atti che causano danni alla popolazione. Questi contenuti sono contraddetti da prove sostanziali e hanno provocato violenza o la incitano.
In questo punto si impone la censura alla dietrologia scomoda, onde prevenire rivolte sociali, con una dicitura vaga che può essere applicata a qualsiasi cosa. I contenuti sotto osservazione potrebbero essere ricondotti facilmente all'idea diffusa che il riarmo segua interessi speculativi. Oppure che gli algoritmi dei social alterino la visibilità di certi partiti politici: vedi ciò che è già accaduto con Facebook durante le elezioni di Brasile dove i post di Lula sono stati colpiti.
Contenuti ingannevoli correlati a pratiche sanitarie dannose: contenuti ingannevoli di carattere medico o sanitario che promuovono o incoraggiano altre persone a intraprendere pratiche che possono causare gravi danni fisici o emotivi a singoli individui o gravi danni alla salute pubblica.
Questo punto è stato ampiamente applicato durante la pandemia, e ovviamente potrebbe tornare in voga.
Ora capite bene la posizione sempre più complicata a cui sono soggetti gli autori. Tali complicanze suggeriscono subito forme di autocensura onde evitare guai. Ma questa autocensura è esattamente quella che applicano oggi molti attori e comici, privati della possibilità di esprimere pienamente il sostegno a una causa o a un'opinione.
In conclusione vogliamo semplicemente ribadire un qualcosa che spesso sotto traccia abbiamo raccontato su Elapsus: uno scivolamento progressivo verso una restrizione degli spazi di libera espressione e libera opinione.
Davide Mauro

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