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23 marzo 2021

Moments è il nuovo album di Emiliano Blangero, giovane artista del pianoforte

Emiliano Blangero

Moments è nato proprio quando sembrava non esserci più nulla, quando mi sono sentito solo e intrappolato in questa solitudine forzata. Ed è proprio in questi momenti che inizi a viaggiare con la mente e con i ricordi, e ti siedi al pianoforte cercando di rivivere quelle sensazioni ormai lontane. Moments rappresenta tutti quei momenti passati, di serenità, spensieratezza, amicizia, amore, difficoltà, tristezza, solitudine; è come se mi fossi fermato a riguardare il mio trascorso, i miei momenti passati, cercando di renderli come “immortali” attraverso la mia musica. Si parte dal Risveglio, per concludere con Lullaby under the stars, una ninna nanna sotto le stelle: descrivo una “giornata intera” come metafora del mio trascorso e del mio percorso.

4 marzo 2021

Marco Liuzzi, pianista jazz al suo album d’esordio

Earthrise

È uscito venerdì 19 febbraio “Earthrise”

È uscito il 19 febbraio Earthrise dalla Verterecords/Believe Digital, l’album d’esordio di Marco Liuzzi, il pianista Jazz contemporaneo siciliano, e brindisino d’adozione. Il titolo e l’artwork dell’album riportano alla memoria la famosa fotografia della NASA del 1968 scattata dalla Luna al sorgere della Terra. È in questo contesto che nasce un disco ricolmo di simbolismo ed interrogativi metafisici.

3 dicembre 2020

Overtone singing, canto difonico: una voce, due suoni


Spesso si sente parlare in musica degli “overtone”, ovvero degli armonici del suono. Ma cosa sono, gli armonici in un suono? Per saperlo, dobbiamo prima capire…

17 novembre 2020

Mantra: parola, preghiera o suono?

Om

Mantra è oramai di pubblico dominio, tutti sanno cosa è, cosa significa. Molti lo praticano. Addirittura è nel linguaggio colloquiale quando si dice “devi impararlo a memoria come un mantra”.
Ma siamo davvero sicuri di sapere tutto, su cosa sia esattamente, un Mantra? 

28 settembre 2020

Amelia Cuni: cantante, performer, viaggiatrice della voce


Amelia Cuni è forse la performer più conosciuta al mondo che è riuscita a coniugare la sua occidentalità con la vocalità della musica indostana. Quella che vi racconto, è una piccola parte della sua storia.

Breve biografia 

Amelia Cuni ha studiato in India per un decennio la musica Dhrupad da alcuni fra i più noti maestri nel genere indostano, fra i quali: Rahim Fahimuddin Dagar, Bidur Mallik e Dilip Chandra Vedi
Inoltre ha appreso la danza kathak, una danza classica del nord dell’india, e le percussioni.

23 luglio 2020

Dal continente India, suoni e voci da Nord a Sud

sarasvati
La dea sarasvati, la protettrice delle arti musicali
La Musica Indiana si suddivide in due grandi sotto-insiemi, geograficamente divisi come divisi sono stati storicamente dai fatti geopolitici, dalle conquiste e dalle guerre. La conquista islamica dell’India ha origine durante il Medioevo, e ha avuto le sue maggiori influenze dove potè dominare indisturbata, nel Nord dell’India. Al Sud infatti non riuscì a penetrare profondamente e dal punto di vista culturale le tradizioni e la cultura indiana rimasero poco influenzate.


23 giugno 2020

Introduzione alla musica classica Hindustani


La musica è un qualcosa di inafferrabile che porta lontano la mente ed il cuore. Con la Musica Indiana si entra dentro un universo sonoro che fa sognare un altro tempo ed un altro spazio, che sa di mistero e di saperi lontani.

26 novembre 2019

Intervista alla progressive rock band Prometheo

Prometheo

Una band a dir poco esplosiva che nasce nel 2008 dal connubio della passione per i suoni vintage degli anni ‘70 e ‘80 e i testi della mitologia greca. Una ricetta vincente che ha portato il gruppo ad essere il protagonista indiscusso di un tour locale che ha fatto tappa in importanti teatri e associazioni culturali della Puglia. Nel 2019 con la partecipazione al bando Puglia Sound Record, i ragazzi presentano il loro primo album D’un fuoco rapito, d’un giovane uomo, d’un amore insensato incentrato sulla figura mitologica di Prometeo

25 luglio 2018

Ululatori, stropicciatori, ronzatori: l’orchestra futurista di Luigi Russolo

Intonarumori

Il 21 aprile del 1914 l’orchestra degli Intonarumori debutta al Teatro Dal Verme di Milano, inaugurando una nuova stagione nella musica contemporanea. Diciotto scatole meccaniche – ululatori, rombatori, crepitatori, stropicciatori, scoppiatori, ronzatori, gorgogliatori e sibillatori – riproducono vortici di suoni simulando i rumori dell’ambiente moderno. Il bizzarro organico lascia di stucco il pubblico e indigna pesantemente gli orecchi dei “passatisti” al punto da provocare risse di pugni e schiaffi.

5 ottobre 2015

Charlando de tango: remembranza e olvido nelle letras della Nueva Guardia


Gli anni compresi tra il 1920 ed il 1940 vengono tradizionalmente definiti come il periodo della Nueva Guardia; fu questo il momento in cui emersero prepotentemente le tematiche della remembranza e dell'olvido. La malinconia, nelle sue più variegate declinazioni musicali e scrittorie, divenne il topos narrativo centrale delle letras de tango, oramai quasi del tutto scevre di quei riferimenti marcatamente sessuali che avevano pienamente caratterizzato i testi del periodo antecedente, cioè della cosiddetta Vieja Guardia. Il tango canción, "passo dopo passo", si avvicinò sempre di più ad un'appassionata e sensuale forma poetica. Di fronte alla nuova realtà urbana, gli emigranti si sentirono avvolti nel profondo da un forte e puro sentimento di nostalgia caratterizzato da un violento desiderio di ritorno, geografico ed affettivo; un volver, però, che mai vi sarebbe stato. Uno tra i brani più importanti per quanto concerne quel ricordare intenso, lacerante e doloroso, che da sempre caratterizza il tango nell'immaginario collettivo, è indubbiamente Remembranza, tango composto nel 1934 da Mario Battistella e Mario Melfi.

9 settembre 2015

“Sperimentiamo”: orizzonti contemporanei nel tango argentino


Il panorama del tango contemporaneo è stato profondamente stravolto e modificato dai cosiddetti "maestri analisti", cioè Gustavo Naveira, Fabián Salas e Mariano "Chico" Frúmboli; all'indomani dell'efferata dittatura argentina, difatti, nuove istanze e volontà d'esplorare movimenti altri si innestarono all'interno dell'universo tanguero. Interessanti possibilità tecniche derivate dal passaggio di tante ballerine dalla danza classica al tango, la commistione con filosofie mutuate dalle arti contemporanee e la curiosità di nuovi interpreti e maestri, hanno portato alla nascita di un diverso modo d'intendere questo ballo argentino, il cosiddetto tango nuevo. Apparentemente in assoluta frattura con la tradizione, ma in realtà in percepibile relazione con essa, questo differente approccio al tango/danza vede un approfondito lavoro sull'asse corporeo e sui molteplici effetti che le sue variazioni possono comportare all'interno delle dinamiche del baile. La volontà di ampliare l'orizzonte tecnico comporta a sua volta la necessità di sviluppare un abrazo aperto, mediante il quale la coppia può lavorare ampiamente in libertà, eseguendo complesse figure, continui cambi di direzione e variazioni ritmiche. Per Naveira il nuevo è in realtà la più che ovvia evoluzione del tango, un logico sviluppo derivato da un approccio, da parte degli interpreti, maggiormente consapevole e studiato, e dunque meno istintivo; egli ha profondamente analizzato la struttura più intima della danza, individuandone l'intrinseco potenziale celato e mai del tutto esplorato.


9 agosto 2015

Parole di tango: La Vieja Guardia

tango

Il tango è indubbiamente conosciuto come el baile dell'abbraccio, una danza che emoziona e appassiona sulle note di una musica in grado di evocare mondi e sentimenti dal sapore assolutamente universale. Spesso si disconosce il grande patrimonio letterario costituito dalle letras, cioè dai "testi", di tango; autori dallo scrivere assai poetico, dall'acuta sensibilità e dalle metafore ardite, hanno costellato quest'interessante produzione "lirico-canora" che, ancora oggi, è stata ben poco studiata ed analizzata.


3 luglio 2013

La violenta abitudine del niente: gli Afterhours

Afterhours

Ammettiamo che ci piace avere un aspetto pulito, fuori, mentre siamo sporchi dentro. Ammettiamo pure che ci siamo venduti abbastanza bene e che abbastanza bene mentiamo in un costante sogno di appagamento insensato. Dovremmo ora ammettere che siamo niente e che di questo niente ci nutriamo, ammettere che ci piace e che ci fa stare male. Benvenuti agli Afterhours, gruppo milanese venuto in soccorso di una generazione – quella degli anni '80 – che ha poi passato lo stesso niente alla successiva. Benvenuti agli Afterhours, perché non avremmo potuto trovare punizione più sincera e misera, così poco scontata e così putrida nei testi da farci vergognare di aver parlato di Dio per tutto questo tempo. Il vero «male» è il «miele», il dolce sapore della miseria quotidiana alla quale – ci hanno – ci siamo abituati, mentre la vera salvezza è il niente, che l'abitudine ci ha tolto. Odiamo gli Afterhours perché, dicono, non hanno gusto, non hanno più sapore, camminano sull'acqua come Cristo e poi dicono che «nulla c'è». Muoiono sani e salvi e restano sospesi e fermi aspettando, sperando, che ci sia «quello che non c'è», verità del niente.

16 gennaio 2012

L’armonia del vibrafono: Roberto Celi

Roberto Celi

Roberto Celi, vibrafonista e compositore, è laureato in sociologia, ha effettuato studi privati con diversi Maestri fra cui Daniele Di Gregorio, ha superato l'esame di teoria e solfeggio presso il Conservatorio di La Spezia ed è regolarmente iscritto alla SIAE come compositore musicale.
Dopo una collaborazione iniziata nel 1999 con l'artista gallese Brychan, con il quale incide diversi cd, nel 2005 riprende l'attività solista e nel 2006 è in studio di registrazione col cantautore Moltheni. Nel 2006 produce l’album Vibrando formato da quattro brani caratterizzati dal suono del vibrafono inserito in contesti ritmico-armonici differenti. Nel 2007 ha realizzato Clouds by fire: sette cover fra cui anche brani di Bowie e Beatles e due tracce inedite. Nel 2009 Live in Loria, CD dal vivo con una versione in studio di Inside or you nato dalla collaborazione col filmaker Graziano Staino.


6 luglio 2011

Intervista a Marco Werba


Marco Werba

Marco Werba è nato in Spagna, ha studiato diversi aspetti della musica classica in Italia, Francia e Stati Uniti. Come compositore ha scritto un certo numero di brani da concerto classico. Ha sempre avuto un forte interesse per il mezzo cinematografico, creando colonne sonore di film, lavorando con registi come Dario Argento e Cristina Comencini, solo per fare due nomi. Tra i premi vinti si ricordano il prestigioso Globo d'oro 2011, il premio Colonna Sonora dell'Ente dello Spettacolo e il Fantasy & Horror Award.

16 giugno 2011

Orrore italiano e musica, un patto di sangue

profondo rosso goblin

Esiste una linea invisibile che unisce il cinema horror/thriller/esoterico italiano e la musica sperimentale nostrana. Erano gli anni in cui film come Cannibal holocaust, L’aldilà ...e tu vivrai nel terrore, Antropophagus, Buio omega e moltissimi altri rappresentavano il vanto degli spaghetti horror a basso costo in tutto il mondo.


28 aprile 2011

Il dolore dei Soporaeternus and the Ensemble of Shadows


Soporaeternus



Si può definire la musica dei Soporaeternus solo in un modo: dolore. Ma questa parola non potrebbe comunque racchiudere ciò che i Saporaeternus sono veramente. Una band culto nell’undrerground musicale, che non è mai uscita allo scoperto per propria volontà, un gruppo per orecchie esperte e sopraffine. Nel panorama musicale della fine degli anni ’80, dove l’heavy metal e il punk dominavano le scene e il dark muoveva i primi passi, in Germania sbocciava da una delle menti più geniali del panorama mondiale un progetto musicale destinato a spiazzare tutti.


16 febbraio 2011

(Do not) touch the earth: lo stato dell'improvvisazione nelle banlieue di Parigi


Sons d’Hiver, la rassegna che si svolge nella banlieue parigina, è arrivata alla ventesima edizione. Quest’anno le attrazioni principali erano la rivisitazione di Bitches Brew di Miles Davis ad opera del trombettista Graham Haynes (con Jean Paul Bourelly e DJ Logic tra gli altri) e il regista Melvin Van Peebles col suo progetto musicale Laxatives, assieme ai piano solo di Matthew Shipp (che da anni è di casa qui) e Marylin Crispell e a Joelle Léandre, presente in duo con Mat Maneri e con lo Stone Quartet.


28 gennaio 2011

Little Birds Have Fast Ears: contaminazioni musicali a Oslo

Oslo: città da sentire (installazione, NyMusikk 2011)
Oslo: città da sentire (installazione, NyMusikk 2011)

La decima edizione di AllEars è diretta da Lasse Marhaug, che è anche curatore musicale della Henie Onstad Kunstsenter di Hovidokken, venti minuti in bus da Oslo, museo di arte contemporanea (Dubuffet, Max Ernst, Fluxus in allestimento), fino ai linguaggi e alle sperimentazioni contemporanee. Spazio principale dei concerti il Fabrikken, quindici minuti a piedi dal centro di Oslo. Lateralmente NyMusikk, rassegna di contemporanea con sede a Platousgate, pochi minuti dal centro cittadino.

28 ottobre 2010

How to disappear completely: L’enigma nella musica dei Radiohead

Radiohead

Tralasciando le storie di ordinaria follia che alimentano il successo delle più acclamate rock band - maggiormente di quelle britanniche e americane - qui nell’affrontare il discorso Radiohead, si parla di qualcosa di ben diverso, di una impressione che si pone al di là del mero “scandalo” inerente a droghe e simili. Credo, d’accordo con altre interpretazioni, che esista un enigma irrisolto nella musica dei Radiohead che abbisogna di essere indagato, scoperto, deve essere avvicinato e riconosciuto. Il segreto che si cela dietro le note di alcune musiche suggestive del gruppo, affascina e inquieta al contempo. La musica rende inquieti, quasi riecheggia una eco di immobilità della capacità comprensoria dell’individuo, la quale viene scandita dai diversi giri di chitarra che si mescolano, spesso, con il suono uniforme e monotono in sottofondo. Non somiglia alla cantilena da ascoltare sui tram, mentre si corre a lavoro; il sound della band britannica è piuttosto un lavoro poetico non scisso da messaggi cifrati, che ne rende difficile e affascinante il percorso uditivo-visivo.