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2 giugno 2018

Young Signorino e la post musica

Young Signorino

La prima volta che ho visto il video Mmh ha ha ha di Young Signorino sono rimasto semplicemente basito. Basito perché mi era stato presentato un po' come uno scherzo, un po' come la constatazione della china musicale odierna. Poi il gioco delle sincronicità si è messo in moto rievocandomi più volte questo nome, facendo così scattare la voglia di saperne di più; sapere ad esempio come sia possibile che abbia questo trapper abbia un certo successo tra i giovani.

11 febbraio 2018

"Non mi avete fatto niente", un testo che va oltre le banalità

Ermal Meta E Fabrizio Moro

A dire il vero non seguo il Festival di Sanremo e sono sempre molto distaccato rispetto alle produzioni artistiche contemporanee. Per questa ragione non sono molto aggiornato su nomi e canzoni, così fino a poche ore fa non conoscevo la canzone vincitrice dell'edizione 2018. Ma un amico stamane mi ha invitato ad ascoltare con attenzione Non mi avete fatto niente di Ermal Meta e Fabrizio Moro.

29 luglio 2015

De Andrè e Tarchetti

Igino Ugo Tarchetti  Fabrizio de Andrè 
Premessa.
La mia stima per Fabrizio de Andrè si attesta su elevatissimi valori; non per vile denigrazione, dunque, scrivo.

10 dicembre 2014

Tra il pianoforte e il pianista


Girato senza troppe pretese, questo cortometraggio di Gaetano Giarrusso su testi di Francesco Montalto si sofferma su un aspetto che normalmente non viene considerato a sufficienza: il ruolo dell'accordatore prima dello spettacolo.

4 agosto 2013

Tarallucci e vino

Certo, anche il Ministro Kyenge ha le sue colpe. Nascere in Congo, per esempio; portarsi addosso come una lettera scarlatta quell’esuberanza melanimica: sono cose che in Italia (un Ministro dovrebbe saperlo) certe persone fanno ancora fatica ad accettare. La dottoressa Kyenge – è un medico specializzata in oculistica – a suo tempo è pure entrata irregolarmente nel nostro paese e, non paga di aver “rubato” il posto, nel 2004 e nel 2009, a qualche consigliere comunale e provinciale di Modena che già si sfregava le mani, ha adesso “rubato” quello più ambito di Ministro della Repubblica. C’è né abbastanza per far scattare la molla del patriottismo dei leghisti.


19 gennaio 2013

Glenn Gould - Le variazioni Goldberg



Glenn Gould
ha inciso le Variazioni Goldberg due volte. La prima volta, nel 1956 dandone un'interpretazione estremamente controversa ed eterodossa per i tempi, che lo ha subito portato all'attenzione del pubblico mondiale, sancendo l'inizio della sua brillantissima e breve carriera concertistica. Gould, infatti, all'apice del successo, ritenendo che il rapporto con il pubblico inquinasse fatalmente la sua concentrazione musicale, decise, nel 1964, di non dare più concerti per dedicare la propria vita alla ricerca pura ed alla registrazione.

28 novembre 2012

L'effetto Mozart



Nel 1993 sulla rivista «Nature» venne pubblicata una ricerca a firma di Gordon Shaw e Frances Rauscher secondo cui l'ascolto della Sonata in re maggiore per due pianoforti (KV 448) di Mozart causerebbe un temporaneo aumento delle capacità intellettive. L'esperimento venne condotto su diversi gruppi di volontari, un primo gruppo ascoltò proprio questa sonata, un altro una musica rilassante e un altro ancora venne lasciato in silenzio. A seguito di alcuni test sull'intelligenza condotti, il gruppo che ascoltò Mozart dimostrò un vistoso aumento del QI rispetto ad altri. Da ciò l'effetto venne chiamato Effetto Mozart.

6 novembre 2012

Politica e cultura: matrimonio alla siciliana

Franco Battiato, foto di Fabio Beretta - F@bione© (Flickr)

ARS è l’acronimo della più temibile macchina mangiasoldi italiana: l’Assemblea Regionale Siciliana. Sebbene la Lombardia ce la metta tutta, e Milano ormai da tempo ha indossato la maglia rosa di capitale (im)morale d’Italia, la splendente Sicilia rimane il Fausto Coppi di certa politica, l’uomo solo al comando.

29 settembre 2012

Cantare la storia dell'arte


Nel 2010 la band francese Hold your horses! ha realizzato un interessante video per il loro pezzo 70 million. Tutto ordinario, se non fosse per le visite da capogiro totalizzate in breve tempo su internet. Il successo di questo video consiste soprattutto nell'originalità interpretativa perché esso mostra il gruppo suonare e cantare in posa, rappresentando nel contempo uno dei capolavori immortali dell'arte.

Il video è molto piacevole da vedere, anche nei riuscire a riconoscere l'opera di volta in volta rappresentata.

21 febbraio 2012

Celentano, oltre le polemiche


Fuori dalle polemiche dei monologhi sanremesi di Celentano, volevo sottolineare qualcosa che è passata sotto silenzio, e che invece, a mio avviso, meritava molta più attenzione delle sue parole: la musica.

15 febbraio 2012

Venti minuti, Offlaga disco pax, 2008


L’Emilia degli anni ottanta come metafora di un’adolescenza «moderatamente inquieta», politicamente impegnata, quietamente introversa. I sogni di un «Piccolo mondo antico» spazzati via dalla caduta del “muro”; il Socialismo come una verginità perduta.

9 gennaio 2012

Santa Marinella, Gogol Bordello, 2005

La biografia di Eugene Hütz (Yevheniy Oleksandrovych Nikolayev Simonov) è fatta di viaggi, contaminazioni, scoperte, esperienze di ogni genere: esattamente come la sua musica.

Nato nei pressi di Kiev, in Ucraina, nel 1986 fugge con la famiglia dal disastro di Cernobyl e si trova a vagare per sette anni in vari campi profughi di Austria, Polonia, Ungheria e Italia. Dopo varie vicissitudini si trova a New York dove, nel 1997, fonda i Gogol Bordello. L’omaggio all’Italia non si ferma al nome del gruppo («Ho molta più nostalgia del mio anno in Italia che della mia infanzia a Kiev»); nel 2005 canta Santa Marinella, dove mescola ucraino e bestemmie in italiano. Santa Marinella è la località (vicino Roma) dove il leader del gruppo aveva trascorso parte del suo soggiorno italiano, ma nella canzone si citano anche Piazza Navona, dove suonava, e Palestrina.

29 novembre 2011

Se Björk reinventa la musica



A metà ottobre è uscito l'ultimo album della cantante islandese Björk. Magari la cosa non interesserà tutti i lettori di Elapsus perché le sue canzoni possono anche non raccogliere un vasto consenso di pubblico come per altri artisti, la vera notizia in effetti è l'uso degli ultimi strumenti informatici come piattaforma di utilizzo.

31 ottobre 2011

Alfredo, Baustelle, 2008


Usciti qualche anno fa dall’underground musicale italiano (ove, come sappiamo, albergano molti artisti di valore condannati dal mercato) i Baustelle dell’ultimo periodo, quello del successo, mi sembrano comunque meno interessanti di quegli degli esordi. Fanno eccezione quasi tutte le canzoni dell’album Amen, uscito nel 2008, dal quale voglio segnalare il brano Alfredo.

21 agosto 2011

Il ritorno dei 99 Posse

Se le regole sono fermeE non rispettano le nuove formeE non rispettano i nuovi arriviTutti i pensieri veri sono i cattiviFocolaio

Si chiama Antifa il singolo uscito a giugno dello scorso anno – e scaricabile gratuitamente dal sito di «XL» – che ha anticipato il nuovo album dei 99 Posse. La band partenopea, scioltasi ufficialmente nel 2005 e riunita nel 2009 ha pubblicato l’ultimo album di inediti nel 2000 (La vida que vendrà). Questo autunno dovrebbero tornare con Cattivi guagliuni – purtroppo senza la straordinaria voce di Meg – con le sonorità che hanno da sempre caratterizzato la loro ricerca, tra hip hop, ragamuffin e elettronica, e i testi: duri, sociali ma decisamente anticommerciali, insomma, politici.

15 luglio 2011

Odio l’estate

Certo, avrei potuto scegliere la più “colta” Estate, di Bruno Martino (nella versione cantata da João Gilberto); ma Ombrelloni di Simone Cristicchi mi sembra interpreti meglio i miei sentimenti verso l’estate. Occhio al testo:

L’ombrellone te lo ficco nel culo
E il gelato te lo spiaccico in faccia
Questa sabbia te la tiro negli occhi
E poi ti prendo a calci lungo la spiaggia
Con la sdraio ti ci spezzo la schiena
E ci piscio sulla tua abbronzatura
E ora ingurgita la crema solare
Prima che ti affoghi, in questo schifo di mare.

Buone vacanze.


22 maggio 2011

Rivalutando Fabio Concato

Fabio concato

Ieri sono stato dal barbiere. So che è una notizia di poco conto, almeno per voi. Ci sarebbe una polemica sul nome (perché continuiamo, in Italia, a chiamarli barbieri quando quasi più nessuno va a farsi la barba ma i capelli? Dovremmo chiamarli “capellieri”, o qualcosa di simile, come fanno in Spagna con peluquero o in Portogallo con cabeleireiro) ma ve la risparmio. Il mio barbiere – che però mi taglia solo i capelli – è un signore splendidamente avviato alla cinquantina, con un fisico curato e atletico. È anche un po’ fascista, da quello che ho potuto percepire, e ascolta solo musica italiana. Alla stazione radio che ascoltava ieri hanno passato Ti ricordo ancora, di Fabio Concato, un cantautore che furoreggiava negli anni ottanta. A parte che non ricordavo affatto (non la riascoltavo da parecchi anni) la delicatezza di Concato (credo che conosca bene la bossa nova brasiliana, in particolare João Gilberto) mi ha sorpreso che il testo affronti la tematica dell’omosessualità. Ero abituato a pensare a Concato come un crooner tra il malinconico e lo sfigato, troppo perbenista per una cosa del genere. E invece, il testo dice:

E ti ricordo ancora
l’ingenuità la tua tenerezza disarmante
eri un omino ma dentro avevi un cuore grande
che batteva forte un po' per me.

19 febbraio 2011

Luci a San Remo

Festival di San Remo

Ho sempre avuto un idiosincrasia verso il Festival di San Remo credo ricambiata dal Festival stesso. Tuttavia mi ha incuriosito il voto che Mario Luzzatto Fegiz sul «Corriere della Sera» ha dato alla canzone di Vecchioni: 10. Cosa avrà cantato per meritare tanto? In effetti mi sembra una bella canzone, e anche l’unica possibile di questi tempi, ma ho notato una cosa. Nel testo si evocano la precarietà lavorativa, le manifestazioni di piazza, la mala politica. I versi sono in rima, come questi:
Per il poeta che non può cantare
per l’operaio che non ha più il suo lavoro
per chi ha vent’anni e se ne sta a morire
in un deserto come in un porcile
e per tutti i ragazzi e le ragazze
che difendono un libro, un libro vero
così belli a gridare nelle piazze
perché stanno uccidendo il pensiero

3 gennaio 2011

Pateras / Baxter / Brown

Anthony Pateras

Anthony Pateras è un eclettico compositore e performer dedito tanto alla contemporanea colta quanto alle sperimentazioni noise. Attivo collaboratore delle frange più sperimentali dell’improvvisazione europea (Han Bennink, Paul Lovens), ha inciso dischi per etichette blasonatissime come Tzadik e Mego. Sul pianoforte o sulle tastiere esplora primariamente velocità e densità del suono. Sean Baxter è un batterista e percussionista che ha esteso le possibilità dello strumento servendosi di oggetti di vario tipo (per lo più trovarobato) allo scopo di creare intense astrazioni sonore. David Brown, anch’esso compositore, suona una chitarra acustica preparata. In trio, i musicisti propongono un lavoro su frammenti e detriti sonori che passa da violenti assalti sonori a momenti di intensa quiete.


2 gennaio 2011

Sul pianoforte di Débussy

Thollem McDonas

Thollem McDonas è un eclettico compositore e pianista di origine irlandese. Ha alle spalle tantissime collaborazioni con artisti provenienti dai più disparati ambiti artistici, sia musicali (musica contemporanea, improvvisazione, indie rock, generi di cui è rintracciabile l’influenza nel suo stile compositivo e nel suo modo di suonare) che visivi (Matthew Barney, Martha Colburn).