11 settembre 2017

La crisi della scienza contemporanea


Voglio condividere con voi uno spunto molto interessante in merito alla cosiddetta crisi della scienza. Per quanto l'argomento sia sostanzialmente appannaggio degli scienziati e molto meno del grande pubblico, è necessario raccontare l'esistenza di una vera e propria crisi. Questo aspetto è divenuto evidente già da qualche anno, ma si fa fatica a parlarne forse perché mina dalle basi il fondamento stesso della scienza galileiana: ogni fenomeno per essere convalidato deve essere riproducibile.

2 settembre 2017

Percorsi artistici nell’opera di Flavia Alexandra Grattacaso: tra antichità e moderno

Sine Carrus
È arte tra cielo e terra, tra i simboli umani e animali di questa terra e la rappresentazione divina dei magnifici templi di Paestum, quella firmata da Flavia Alexandra Grattacaso. Giovane artista cresciuta all’ombra delle celeberrime rovine di Paestum, quello di Flavia è il caso di un’artista le cui radici, insieme alla tradizione del suo luogo natio, hanno inciso in misura decisiva e costante su tutta la sua trama artistica. La storia dei suoi quadri racconta il passato del luogo nel quale l’artista è cresciuta, ossia Paestum, con i suoi templi e un lascito artistico e storico immenso, che ha reso questo luogo meta prediletta di artisti provenienti da tutta Europa. È con il Grand Tour che Paestum diventa meta di pellegrinaggio artistico di intellettuali assettati delle bellezze e della storia italiana. A celebrare nei loro scritti ricchi di testimonianze la bellezza di Paestum parteciperanno, tra i tanti, due figure di spicco della scena artistica del passato come Goethe e il Winckelmann. Alla stregua di un moderno Grand Tour alla volta di Paestum, l’artista sembra riproporre, secondo un percorso simbolico e alternativo, le tappe attraversate dagli intellettuali del passato, aggiungendovi non pochi elementi di mistero. 

29 agosto 2017

La decorazione islamica come simbolo di penetrazione del messaggio divino

Muqarnas e decorazioni della Moschea dello Scià a Isfahan

Da quando ho avuto il privilegio di visitare Isfahan (Iran) e Samarcanda (Uzbekistan) si è suggellata l’immagine vivida delle decorazioni a piastrella dai colori sgargianti, degli arabeschi floreali nei pishtak delle moschee (le decorazioni attorno ai portali) e nei richiami all’armonia geometrica dell’intera arte islamica. Le moschee, nonché certi edifici islamici, possono essere considerati come la “sublimazione architettonica” della filosofia islamica, così come le cattedrali gotiche lo erano per l’Occidente cattolico. Non a caso il termine arabo hindesah indicava originariamente la misura, poi per estensione la parola è stata associata alla geometria e all'architettura, segno del legame indissolubile tra le due cose.

25 agosto 2017

Il Mediterraneo, il lago del mondo

Il Mediterraneo non è un mare, il Mediterraneo è uno specchio che riflette l'immagine di chi lo guarda proiettandolo indietro nel tempo tra le navi che lo hanno attraversato, gli uomini che vi hanno combattuto e le civiltà che qui, floride, sono germogliate creando il più grande lago aperto della cultura. La storia di questo mare un tempo limite e confine del mondo potrebbe avere inizio da qualsiasi punto temporale della storia, allo stesso modo geograficamente parlando da molto lontano arrivarono i primi colonizzatori che sparsero il seme di una civiltà di cui ancora oggi siamo partecipi e che regge, come la colonna di un tempio tra le rovine, la nostra memoria.

15 agosto 2017

Ofelia si consuma nella tragedia: nuovi mezzi iconografici

Andreas Franke, photographer affermato sul territorio viennese, decide di dare una svolta alla canonica iconografia ancorata alla pittura e ai pennelli.
Servendosi di due passioni, l'acqua e la macchina fotografica, realizza un incredibile progetto, dove il volto del personaggio shakespeariano è al centro della scena. Una serie di scatti ripercorrono gli ultimi pensieri di Ofelia e lo spettatore è pienamente coinvolto nella tragedia.