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7 febbraio 2014

La natura - Tito Lucrezio Caro (Poema - I sec. a. C.)

La natura - Tito Lucrezio Caro
E quand'anche il tempo raccogliesse la nostra materia dopo la morte e di nuovo la disponesse nell'assetto in cui si trova ora e a noi fosse ridata la luce della vita, tuttavia neppure questo evento ci riguarderebbe minimamente, una volta che fosse interrotta la continuità della nostra coscienza.
Sei libri di fuoco, eccellenti per stile e filosofia professata; un omaggio alle dottrine di Epicuro, presumibilmente il più grande filosofo dell'antichità. Lucrezio, riponendo fiducia nei sensi, scagliandosi contro le superstizioni religiose, scrive un’opera inattuale, umanista, illuminista, materialista. Liberato da qualunque peso superstizioso, coglie il mondo sotto una nuova luce e solo allora può permettersi di iniziare a discutere sull’universo, sulla natura, e a scoprire che è la materia composta di atomi l’unico sostrato della natura. Nell’elogio dei sensi, l’atomismo, il materialismo, il meccanicismo trovano ragione d’essere e ogni cosa trova il suo ordine, la sua geometria, il suo significato. E la conoscenza della natura può divenire strumento per raggiungere la felicità; la gnoseologia per l'etica. Lo scopo della scienza sarà perciò quello di raggiungere l'atarassia, l'imperturbabilità dell’animo, afflitto e stanco dal fardello dell’ignoranza e delle credenze che incutono terrore e allontanano l’uomo dalla serenità. È dunque un libro che descrive ciò che è e, allo stesso tempo, descrive ciò che dovrebbe essere…

26 gennaio 2014

Moravia - Il disprezzo (audiolettura)

alberto moravia

Il disprezzo è un romanzo di Alberto Moravia del 1954 da cui è stato tratto anche un film di Jean-Luc Godard.

21 gennaio 2014

Babbo Natale e la favola della democrazia rappresentativa

 babbo natale
Alcuni anni orsono, durante un rilassante pomeriggio autunnale a passeggio tra le luci calanti del porto grande, col ritmo scandito dalle boccate di un buon Toscanello, il caro Luciano mi informò dell'imminente venuta dell'allora parlamentare europeo Claudio Fava in occasione della presentazione del suo ultimo libro Quei bravi ragazzi, testimonianza della sua concreta opera parlamentare nello smascherare lo scandaloso sistema delle "extraordinary renditions" messo in atto dall'amministrazione Bush nell'emergenza dell'ormai famigerata "lotta al terrorismo".


11 gennaio 2014

Discorso sul metodo - René Descartes

Discorso sul metodo

Bene vixit qui bene latuit
(Cartesio)

Il buon senso è fra le cose del mondo quella più equamente distribuita, giacché ognuno pensa di esserne così ben dotato, che perfino quelli che sono più difficili da soddisfare riguardo a ogni altro bene non sogliono desiderarne più di quanto ne abbiano. E in questo non è verosimile che tutti si sbaglino; è la prova, piuttosto, che il potere di ben giudicare e di distinguere il vero dal falso, che è propriamente quel che si dice buon senso o ragione, è per natura uguale in tutti gli uomini; e quindi che la diversità delle nostre opinioni non dipende dal fatto che alcuni siano più ragionevoli di altri, ma soltanto da questo, che facciamo andare i nostri pensieri per strade diverse e non prestiamo attenzione alle stesse cose. Perché non basta avere buono l'ingegno; la cosa principale è usarlo bene. Le anime più grandi come sono capaci delle maggiori virtù, così lo sono dei più grandi vizi; e quelli che camminano assai lentamente possono progredire molto di più, se seguono sempre la via diritta, di quelli che correndo se ne allontanano.

16 dicembre 2013

La matematica della condizione umana in letteratura

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Una forma di pensiero che va oltre il linguaggio. Forse il genio sta in questo: il pensiero senza tempo. Il pensiero matematico esiste a prescindere dalle parole, non credo che il pensiero sia qualcosa di verbale, le parole sono incidentali, si può farne almeno.
(dal film Stephen Hawking, il genio della fisica)

Parto dal presupposto che la letteratura umanistica intesa come salvezza e conforto dalla condizione umana è, come la religione, sintomo di credenze irrazionali e speranze infondate. Se siete lettori facilmente suscettibili od incalliti religiosi, evitatemi. Una forma di pensiero libera dal linguaggio è certa, la matematica non mente, se così non fosse lo spaziotempo non esisterebbe, tutto ciò che vedete, aldilà del cielo ed aldiquà delle nostre cellule, non sarebbe mai esistito. Miliardi di stelle, galassie, quasar, buchi neri, esistono a prescindere dalle parole. Il nostro più ardito pensiero, così come la nostra scoreggia, sono solo rumori sordi nel silenzio dell'universo. Ora, avendovi confortato quel tanto che basta, dilaniati dal pensiero del nulla, siete pronti per addentravi in un campo tanto affascinante quanto orrendo.


13 dicembre 2013

Piccole scene amorose - Pierre Louÿs (Racconti - 1927)

Piccole scene amorose

"Sei proprio gentile, Simone, a ospitarmi nel tuo letto... Ma non vorrei scandalizzarti"."E come?"."Non posso addormentarmi senza... senza..."."Ah! sei stata proprio cortese a dirmelo. Io l'avrei fatto senza confessartelo"."Ah! tu pure?... Ma tutto il letto trema, sappilo, quando io lo faccio. Per questo ho preferito avvertirti...".
Se volete eccitarvi, nel vero senso della parola, non potete non leggere questa spassosissima raccolta di scenette dialogiche a sfondo libidinoso. Brevissime e veloci scene; in poche battute sono descritti amori lesbici, confidenze erotiche, giochi onanistici a bizzeffe, ménage à trois, immaginazioni, desideri, voluttà, carnalità... Sono quasi unicamente donne le protagoniste che si raccontano, senza pudicizia, senza pregiudizi. Ma non tutto è innocente e gustabile: sono infatti raccontate storie estreme, spesso incestuose, di coprofagia, persino di pedofilia che non hanno nulla di eccitante e provocante.

18 novembre 2013

Il sarto della stradalunga - Giuseppe Bonaviri

Il sarto della stradalunga


Io don Pietro Scirè sarto della stradalunga, costretto dall'ozio di questi mesi di fitto inverno, mi propongo di scrivere qualche pagina della mia vita. Finite le feste di Natale in cui i contadini, con le berrette calate sino alle orecchie per il freddo, mi girano attorno o per i calzoni di tricot o per la giacca vechia da rivoltare e rimettere a nuovo, a Mineo, per noi sarti, non resta altro da fare che posare aghi, ovatta e forbici e starcene dietro i vetri della bottega a contare le pietre della strada o andare a sputare tra i tavoli del Caffè dei Benserviti.

4 ottobre 2013

Il castello di Crowley - Elizabeth Gaskell (Racconto - 1863)

Il castello di Crowley
L'amore era da lungo tempo scomparso dall'abitazione di quella coppia: un'abitazione, non una casa, persino nei giorni migliori. L'amore era uscito dalla finestra, prima ancora che la povertà entrasse dalla porta: eppure quella spietata ospite, che non tarda a scovare un giocatore poco raccomandabile, era arrivata.
Una visita a un castello normanno in rovina, edere che ne ricoprono le mura, boschi, un ponte su un fossato asciutto, un cimitero semi abbandonato, un vecchio custode testimone di una decadente storia: inizia in questo modo il racconto della scrittrice inglese, un invitante impasto di topos del ghost-story ottocentesco. Eppure questi elementi sono solo pretesti che danno alla narratrice l'occasione di riportare il racconto del vecchio guardiano sulla sfortunata Theresa Crowley. Promessa sposa a un brillante cugino, Duke, Theresa gli mostra sin dall'infanzia una certa indifferenza e così a Bessy, figlia del vicario e amica di giochi e innocenze. Mentre per tre anni il cugino sarà assente per il grand tour in Europa, l'adolescente Theresa si trasferisce a Parigi per crescere in eleganza e raffinatezza. Qui, sedotta dall'opulenza della città e dai modi gentili del conte di Grange, Theresa, di nascosto dal padre, si sposa con il conte; personaggio losco e dissoluto... Ben presto, però, la ragazza si accorgerà della vanità del loro amore e, infelice e con una dote dilapidata, subirà la tristezza che si affaccia prepotente nella sua vita. Nel frattempo il cugino promesso sposo si congiunge con Bessy di cui si era innamorato. Invidia e perfidia sconvolgono Theresa che, dopo la morte per assassinio del marito, ritorna al castello, dal deluso padre che intanto ospitava proprio Bessy e Duke. Anni dopo, morta Bessy per una strana malattia, dopo qualche tempo, finalmente, Theresa e Duke, tra lo smarrimento di amici e parenti, si sposano. Ma i due non saranno felici. Una volta scoperto che Victorine, la sempre fedele domestica di Theresa, era stata l'assassina di Bessy, Duke abbandona il castello e lascia da sola Theresa che morirà di disperazione appena dopo. Si spiega così il perché della rovina del castello di Crowley...

18 settembre 2013

Il profumo - Patrick Süskind


Il profumo
Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali scellerate di quell'epoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sarà raccontato la sua storia. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille, e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouché, Bonaparte ecc., oggi è caduto nell'oblio, non è certo perché Grenouille stesse indietro a questi più noti figli delle tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri, immoralità, empietà insomma, bensì perché il suo genio unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.

24 agosto 2013

Il ritardo della coscienza e i suoi risvolti morali


Benjamin Libet

Immaginate d’essere alla guida di un’auto, d’essere sufficientemente concentrati a ciò che state facendo quando d'improvviso appare uno scooter che vi taglia la strada; senza neanche pensarci piantate una brusca frenata, fermate l’auto ed evitate l’incidente. La rapidità del vostro gesto è un atto istintivo che vi ha salvato la vita non certo un qualcosa di ragionato preventivamente e dunque assolutamente inconscio. Questo breve esempio è alla base di uno studio condotto da Benjamin Libet (1916-2007) sul ritardo della coscienza, un ritardo misurato mediamente in appena mezzo secondo ma sufficiente per innescare una serie di interrogativi etici e morali su cui riflettere.


13 luglio 2013

Murakami - Norwegian Wood (audiolettura)


Haruki Murakami

Norwegian wood è un caso letterario pubblicato nel 1987 da Haruki Murakami. Un libro che ha avuto subito un grande successo di pubblico. La scrittura dell'autore colpisce per la sua capacità di profonda introspezione, raccontando i ricordi del protagonista Toru che atterrato ad Amburgo, dopo aver ascoltato Norwegian wood dei Beatles, ricorda le vicende della prima giovinezza. Ricordi che si legano all'amore per due ragazze con lo sfondo dei tumultuosi fine anni sessanta.

23 giugno 2013

Horror pleni - Gillo Dorfles (Saggio - 2008)

Horror pleni
Il tempo di un Paese e dei suoi abitanti, dunque - nonostante la presunta globalizzazione e gli scambi incessanti tra i popoli - rimane ancora ancorato a quello che è lo stadio evolutivo, piuttosto che alla sua peculiarità etnica. Per cui la concezione temporale non potrà uniformarsi a quella dominante sul pianeta se anche il linguaggio non avrà compiuto una sua lenta, ma inesorabile, evoluzione (o involuzione).
Non esiste uno spazio vuoto. Etere, muri di città, strade: nulla respira. Nella nostra società del consumismo siamo saturi di messaggi, siamo bersagliati da informazioni che spesso non hanno consapevolezza in noi. È un bene tutto ciò? Ecco una delle domande che si pone l'autore di questa raccolta di articoli rielaborati e già pubblicati dal «Corriere della Sera». Viviamo in una società in cui 'la (in)civiltà del rumore', come recita il sottotitolo, è pregnante, assuefacente. Politica, letteratura, arte, moda, siamo assuefatti dalle novità, dall'originalità a tutti i costi e non c'è più spazio per lo stupore. Una pioggia battente e costante che scivola sulla nostra pelle di plastica. L'inquinamento prodotto da notizie-proiettili che non riusciamo a schivare e che ormai ci vedono impermeabili, il rumore fastidioso quanto orripilante che coinvolge tutti i nostri sensi, ecco cosa ci resta di questo bombardamento. 

14 giugno 2013

Piccolo – Allegro occidentale (audiolettura)

Francesco Piccolo

Allegro occidentale, come quasi tutta la produzione letteraria di Francesco Piccolo, è un libro singolare. Una raccolta di testi intorno al concetto di viaggio, sia fisico che mentale, e al comportamento dell'occidentale di fronte alle realtà a lui più esotiche: dalle differenze culturali riscontrate ad Hong Kong, ai paesaggi dello Sri Lanka e dell'Australia, fino alla realtà organizzativa dell'Ikea («L'Ikea non è un mobilificio: è una filosofia; qui non immaginano di penetrare nelle case, ma nelle teste») o al brano che segue: la dettagliata descrizione di un'occidentale, tra rimorso e malizia, alle prese con una prostituta nigeriana...

3 giugno 2013

Il sorriso dell'ignoto marinaio - Vincenzo Consolo


Antonello da Messina

E ora si scorgeva la grande isola. I fani sulle torri della costa erano rossi e verdi, vacillavano e languivano, riapparivano vivaci. Il bastimento aveva smesso di rullare man mano che s'inoltrava dentro il golfo. Nel canale, tra Tìndari e Vulcano, le onde sollevate dal vento di scirocco l'avevano squassato d'ogni parte. Per tutta la notte il Mandralisca, in piedi vicino alla murata di prora, non aveva sentito che fragore d'acque, cigolii, vele sferzate e un rantolo che si avvicinava e allontanava a seconda del vento.

8 maggio 2013

La volontà di essere felici - Thomas Mann (Racconti - 1896/1905)


La volontà di essere felici
Credere, poter credere al dolore... Ma egli credeva al dolore, così intimamente che, qualsiasi cosa gli accadesse nel dolore, non poteva ritenerla né dannosa né cattiva. Il suo sguardo si posò sul manoscritto e strinse ancora di più le braccia al petto. Il talento stesso non era forse sofferenza?

Quattro racconti in cui l'Italia, la bellezza, la malattia, lo scetticismo sembrano sfondo comune che si interseca con i temi dell'arte come etica, sacrificio, fatica, sudore.

26 febbraio 2013

L'amante - Marguerite Duras (Romanzo - 1984)

L'amante - Marguerite Duras
E la ragazza si era alzata come per andare a uccidersi a sua volta, a buttarsi a sua volta in mare e poi aveva pianto, perché aveva pensato all'uomo di Cholen e tutto a un tratto non era più sicura di non averlo amato, solo che quell'amore non l'aveva visto perché si era perso nella storia come acqua nella sabbia e lei lo ritrovava soltanto ora, nell'istante della musica sul mare.
Romanzo autobiografico, un romanzo di ricordi, una pennellata amara dell'Indocina francese degli anni Trenta. Racconta la passione di un intenso rapporto erotico e d'amore che rivelerà, alla quindicenne protagonista, un distacco dalla famiglia quasi connaturato, dalla madre soprattutto e le consentirà di capire quanto amore e soprattutto quanto odio covava in lei.

23 febbraio 2013

Coca: la foglia sacra degli Inca

coca

La pianta di coca ha una stretta relazione culturale-religiosa con le popolazioni andine da tempo immemorabile. Sono state ritrovate decorazioni raffiguranti la foglia di coca nelle ceramiche pre-incaiche, risalenti addirittura a 5000 anni prima di Cristo. Da sempre la coca è stata considerata una pianta sacra, capace di realizzare una connessione tra le divinità extraterrene  e  le popolazioni che abitavano gli altipiani della catena andina, dove attualmente si estendono parte della Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia e nord del Cile. Dovuta alla sua caratteristica religiosa e sacra, la pianta di coca rappresentava un simbolo di prestigio tra le comunità indigene, considerata oggetto di scambio pregiato, fino ad essere considerata una “quasi moneta” durante l’Impero Inca.

15 febbraio 2013

Schopenhauer - Il mondo come Volontà e Rappresentazione (audiolettura)


Arthur Schopenhauer
Il testo filosofico più famoso di Arthur Schopenhauer fu pubblicato per la prima volta nel 1819. Esso è il testo più importante del filosofo tedesco, quello in cui espone la propria visione pessimista della vita ("Al mondo non si ha altra alternativa se non quella tra la solitudine e la volgarità" scriveva) attraverso l'esposizione del fenomeno della Volontà, ma anche nella spiegazione di come la nostra mente rappresenti il mondo attraverso i sensi.

9 febbraio 2013

Benvenuti in tempi interessanti - Slavoj Žižek

Benvenuti in tempi interessanti

Dicono che in Cina, se si odia veramente qualcuno, lo si maledice così: «Che tu possa vivere in tempi interessanti!» Storicamente i "tempi interessanti" sono stati degli obiettivi irrequietezza, guerra e lotte per il potere che hanno portato sofferenze a milioni di innocenti. Oggi ci stiamo chiaramente avvicinando a una nuova epoca di tempi interessanti. Decenni di Stato sociale, in cui tagli finanziari erano limitati a brevi periodi ed erano sostenuti dalla promessa che le cose sarebbero ben presto tornate alla normalità, stiamo entrando in un nuovo periodo in cui la crisi economica è diventata permanente, è ormai un semplice modo di vita. Inoltre oggi le crisi interessano entrambi gli estremi della vita economica - l'ecologia (l'esternalità naturale) e la speculazione finanziaria pura - e non il cuore del processo produttivo. E' per questo che è cruciale evitare la semplice e ovvia soluzione: «dobbiamo liberarci degli speculatori, mettere ordine, la produzione reale potrà continuare.» La lezione del capitalismo e che queste speculazioni "irreali" sono il reale; se eliminiamo, ne soffre la realtà della produzione.

La terra dell'Occidente è un luogo ricco di paradossi, è la terra di mezzo tra le illusioni che la civiltà progressista continuamente crea, e la sconfitta di dover tornare ad ogni sconvolgimento un po’ più indietro. Queste contraddizioni si esercitano oramai in Oriente come in Occidente, non è più una questione di democrazia o, al contrario, il nodo sta proprio lì: cosa è la democrazia della menzogna? Benvenuti in tempi interessanti… dice anzitutto Slavoj Žižek, e si incammina, accompagnando il lettore, nelle trame di vicende tutte democratiche, di paesi sviluppati, potenze mondiali che crollano tra le crepe aperte da personaggi che denunciano la poca libertà dei sistemi democratici. Vi è un solo un particolare che andrebbe sottolineato per comprendere le dinamiche delle società progressiste-democratiche, ossia il principio di verità e di libertà. Ebbene, una frase di Žižek è illuminante a proposito. Il potere, quello che si erge su di noi, non può che mentire, nascondere e forse è meglio così, non si può sempre dire tutta la verità. Ma essendo il sistema democratico fondato sul principio di verità e libertà della parola, ecco l'importanza della menzogna. 

Welcome in interesting Times, titolo del libro del filosofo Slavoj Žižek, riprende un rituale della tradizione cinese, secondo il quale per augurare sfortune e tempi duri si augura: «Che tu possa vivere in tempi interessanti!» I tempi interessanti sono i tempi di WikiLeaks, del sistema universitario che si avvia a trasformarsi in una macchina della produzione seriale del capitalismo, dell'alienazione del singolo schiacciato dalla bugia democratica. La domanda circa il progresso che stiamo vivendo, lo sviluppo delle grandi potenze mondiali è il Leitmotiv di questi tempi interessanti. Si vive in società moderne e liberali, viviamo di social networks e privilegi mai avuti prima, eppure tutto questo realizza una trama molto fitta in cui la libertà è il grande assente, o meglio, la vittima sacrificata. Il quadro che si evince dalla lucida riflessione di Žižek, in cui compare anche il paradigmatico caso Berlusconi, è un racconto dei tempi della menzogna, che non sono terminati con la conquista dei valori democratici ma ne sono causa. Più dei tempi, è interessante quanto un principio buono come quello democratico non possa che restare vivo solo soffocando il principio stesso, se stesso.