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10 aprile 2014

Le forme della natura nella teoria dei Campi morfici



Qualsiasi essere, una pianta, un animale o un uomo è composto da cellule; le cellule come sappiamo tendono a riprodursi e a cooperare come piccole comunità viventi. Ciò che codifica le azioni e la produzione di sostanze atte alla vita e al metabolismo è scritto nel DNA cellulare. Il DNA, come sappiamo, possiede il patrimonio genetico degli esseri viventi e “comanda” le azioni di ciò che sarà la futura creatura e le sue caratteristiche. Ma le conoscenze sulla struttura a doppia elica sembrano dimostrare che i geni danno indicazioni su molte cose ma non danno alcuna istruzione circa la forma che l'essere dovrà assumere. Questa programmazione riguarderebbe anche i comportamenti, l'istinto o il carattere umano che secondo certe teorie sarebbero insiti in noi dalla nascita, tuttavia secondo le ricerche dello scienziato inglese Rupert Sheldrake questa visione è oramai superata. Egli infatti ha formulato una rigorosa teoria alternativa, detta dei Campi morfogenetici, che sembra essere molto aderente alla realtà.

5 gennaio 2014

I Campi Morfici e l'Ordine Implicato

David Bohm
 David Bohm
Rupert Sheldrake
Rupert Sheldrake



David Bohm è stato un eminente fisico quantistico. Da giovane lavorò a stretto contatto con Albert Einstein alla Princeton University. Con Yakir Ahranov scopri "l'effetto Aharonov-Bohm" (fenomeno della meccanica quantistica in cui una particella carica è influenzata da campi elettromagnetici in regioni in cui tali campi risultano nulli). Ma il suo lavoro più importante è senza dubbio la teoria dell'Universo olografico secondo cui esisterebbe un Ordine Esplicato (la realtà come la conosciamo, ma del tutto illusoria) e un Ordine Implicato (la vera natura olistica dell'Universo).
Rupert Sheldrake è un biologo britannico, noto per la discussa teoria della "causalità formativa" che implica un universo non meccanicistico, governato cioè da leggi soggette a cambiamenti. All'interno della teoria egli approfondisce l'ipotesi dei campi morfogenetici che guiderebbero la forma degli esseri viventi e delle cose.
Il seguente dialogo è un confronto tra la teoria olografica di Bohm e quella dei Campi Morfici di Sheldrake. Entrambe le teorie, pur spiegando aspetti diversi della realtà, sembrano tuttavia convergere in una stessa visione paradigmatica. Il testo fu originariamente pubblicato nel ReVision Journal, e le note editoriali sono di Renée Weber, editore dello stesso. Qui viene riproposto dallo scrivente il testo tradotto dall'inglese.

24 agosto 2013

Il ritardo della coscienza e i suoi risvolti morali


Immaginate d’essere alla guida di un’auto, d’essere sufficientemente concentrati a ciò che state facendo quando d'improvviso appare uno scooter che vi taglia la strada; senza neanche pensarci piantate una brusca frenata, fermate l’auto ed evitate l’incidente. La rapidità del vostro gesto è un atto istintivo che vi ha salvato la vita non certo un qualcosa di ragionato preventivamente e dunque assolutamente inconscio. Questo breve esempio è alla base di uno studio condotto da Benjamin Libet (1916-2007) sul ritardo della coscienza, un ritardo misurato mediamente in appena mezzo secondo ma sufficiente per innescare una serie di interrogativi etici e morali su cui riflettere.


26 marzo 2013

La luce della vita: i biofotoni

Albert Popp
C'è una caratteristica che distingue gli esseri viventi dagli oggetti inanimati, la presenza di un'emissione luminosa. Questa emissione, nota più che altro negli ambiti strettamente scientifici, potrebbe cambiare radicalmente l'approccio alla cura delle malattie e all'interpretazione dei "meccanismi" biologici; stiamo parlando dei biofotoni, una scoperta che a distanza di anni quasi nessuno (stranamente) conosce...

4 settembre 2012

Dall'effetto DNA fantasma ai campi morfici, le ultime incredibili ipotesi della scienza


Sin dal 1953, anno della scoperta del DNA, è iniziata una corsa alla scoperta del funzionamento della molecola a doppia elica. Dal 1990 sino al 2000, attraverso il Progetto Genoma, sono stati identificati tutti i geni umani aprendo anche la strada ai primi test di clonazione e manipolazione genetica. Queste ricerche hanno permesso un grande balzo in avanti nella comprensione dei processi di trasmissione biologica, ma nuove ricerche sembrano ampliare ulteriormente le sue funzioni spalancando prospettive inedite sulle potenzialità umane.


27 aprile 2011

Menti entangled ovvero la fisica dei fenomeni psichici

entanglement
L'entanglement tra particelle
L’universo microscopico, quello delle particelle e degli atomi, mostra comportamenti che sfuggono alla comprensione logica; da quando è nata la meccanica quantistica la visione del mondo in ambito scientifico e filosofico sembra essere totalmente mutata, facendo emergere una nuova consapevolezza su come apparentemente “funziona” l’Universo. Questi fenomeni quantistici nella loro assurdità sembrano volerci suggerire l’esistenza di una fisica “altra”, necessaria per spiegare ciò che oggi sembra inspiegabile (e che oggi viene classificato come “paranormale”) ma che probabilmente si avvicina a un assunto vecchio di millenni: la mente e la materia si influenzano vicendevolmente.


7 febbraio 2010

L’uomo che ha inventato il ventesimo secolo


banconota tesla

        Lasciamo che il futuro dica la Verità, e giudichiamo ciascuno secondo la propria opera e gli obiettivi.
Il presente è loro; il futuro, per il quale ho realmente lavorato, è mio.

Nikola Tesla

Nel 1884 un uomo di bell’aspetto si presentò nell’ufficio di Thomas Edison, e sperando d’essere assunto alle sue dipendenze gli consegnò una lettera credenziale dove v’era scritto: «…conosco due grandi uomini, uno siete voi, l'altro è questo giovane...» Dopo un breve colloquio fu così assunto nella Edison Machine Works svolgendo i lavori più umili. Ma quando aveva un po’ di tempo libero il giovane Nikola Tesla tornava nell’ufficio del suo datore di lavoro per parlare ancora una volta del suo progetto di energia elettrica alternata, un’idea che il testardo Edison non voleva proprio accettare. Ma viste le indubbie capacità Tesla ebbe il compito di riprogettare i generatori ad energia elettrica continua con la promessa di un premio di 50.000 dollari (l’intero valore capitale dell’azienda di Edison!). Tesla vi lavorò per un anno intero e dopo aver ottenuto un redditizio brevetto per l’azienda di Edison, chiese di riscuotere il premio pattuito, ottenendo un netto rifiuto: «…lei non capisce il senso dell'umorismo americano!» si sentì dire. Da quel momento i rapporti tra i due genî dell’elettricità si guastarono definitivamente…