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13 ottobre 2015

La storia del Tao della fisica

Fritjof Capra

Ho letto Il Tao della fisica di Fritjof Capra alcuni anni fa e ne rimasi sconvolto. Devo ammettere che stavo proprio cercando un testo come questo, che avvicinasse cioè il mio approccio razionale a delle verità più spirituali. Il libro è stato così importante per me da indurmi a fare ulteriori ricerche personali sull'argomento, aprendo la strada a moltissimi spunti.

Il lavoro compiuto da Capra nell'unire le intuizioni scientifiche delle religioni orientali alle interpretazioni moderne della meccanica quantistica, fu rivoluzionario. Il libro infatti, nonostante sia del 1975 ha aperto un varco importante nel nuovo approccio alla scienza e forse nel mutamento di paradigma in atto: da una visione deterministica a una finalistica, da una idea di separazione a una sistemica. Tuttavia il mutamento è molto più lento di quanto si possa immaginare.

26 settembre 2015

Il diritto di parola #ioStoConErri

Erri De Luca

"Non sono d'accordo con quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo."

E' in un frangente come questo che pesa l'assenza di figure come Sciascia e Pasolini, non solo per la naturale mancanza di voci autorevoli che diano uno spirito critico all'Italia, ma ancor più per i principi morali del processo a Erri De Luca.

13 agosto 2015

La Parigi di Calvino


Nel 1974 Italo Calvino viveva da qualche anno a Parigi con la sua famiglia. Nereo Rapetti decide di fargli un'intervista dal titolo Italo Calvino: un uomo invisibile per conoscere il suo rapporto con la città e la sua esistenza in quei luoghi.

29 giugno 2014

Potrebbero dirti morta

Alfonso Gatto

Alfonso Gatto nacque a Salerno il 17 luglio 1909 e morì ad Orbetello il 8 marzo 1976. Fu pittore e critico d'arte, ma soprattuto poeta "melodista", dal tocco impressionista e suggestivo, cantore dell'amore in ogni sua forma. Potrebbero dirti morta è tra le sue poesie d'amore più intense e brucianti. Si avverte un senso di struggimento per un amore assoluto e totalizzante.

12 aprile 2014

Gesualdo Bufalino. Intervista inedita

Gesualdo Bufalino

Sin dalla mia scoperta dell'opera dello scrittore e mio nume tutelare Gesualdo Bufalino, avvenuta purtroppo poco dopo la sua morte, ho sempre desiato vedere, cosa non facile, causa rarità del materiale, interviste anche solo audio, finanche dei frammenti in cui capeggiasse lo scrittore di Comiso. Altri supporti oltre i libri, tramite cui poter cogliere attimi felici da connettere ai miei abituali pellegrinaggi libreschi, lasciandomi cullare dall'incantamento delle sue parole, per una volta non scritte, per gustare il suono della sua voce, il cipiglio dei suoi toni, le ondulazioni delle sue sillabe, un lungo bagno nella sua sapienza affabulatoria.

12 febbraio 2014

Al mondo

Andrea Zanzotto

Su cosa sia la poesia è problema di cui si può discutere a lungo. Ricerca di sé frugando nel fondo comune a tutti gli uomini. Epifanìa della realtà. Strada che conduce all'essenza delle cose, attraverso l'intuito del poeta. Preghiera laica. In quest'ultimo senso, certo, la poesia può essere un'apostrofe rivolta al mondo. Invocato affinché si spieghi: si conceda all'ultima comprensione del suo senso.

Di questa tensione è intrisa la poesia Al mondo di Andrea Zanzotto (Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011), nella quale il poeta rivolgendosi a quanto ci circonda, tratta del rapporto drammatico tra il soggetto e l'oggetto: tra l'uomo e la realtà.

Dolente ma ironica, la poesia in questione mette in evidenza, con tocco umoristico, le contraddizioni dell'esistere. L'incomprensione che corre tra il soggetto e il mondo, alla fine definito con l'epiteto di munchhausen! Ironico riferimento è all'episodio delle Avventure del Barone di Munchhausen (1785) di Rudolf Erich Raspe, in cui il nobile si mette in salvo dalla palude in cui era caduto afferrandosi per i capelli e sollevandosi da sé.

19 gennaio 2014

Edgar Allan Poe e il furente «mai piu!»

Il corvo

Nel 1845, "Mister Raven", appellativo che verrà affibbiato a Poe dopo il successo ottenuto con la sua opera poetica più celebre: Il Corvo, la sua vita cambierà, ma non per molto, dato che l'abisso della disperazione non gli darà tregua neppure in quei rari momenti di felicità. Con il componimento in versi de Il Corvo, Poe intende creare qualcosa di nuovo, palesando la sua bravura, dando prova di come un'opera poetica possa trascendere la stessa ispirazione dell'autore, oltre il semplice poetare, mettendo in campo in modo esplosivo effetti poetici basati su un persuasivo leitmotiv, passando per una sperimentazione ritmica e fonica estremizzati, ma calibrati rispetto alla struttura, calcolati secondo una visione mirata per dar luogo nell'animo del lettore emozioni a cui non è possibile sfuggire. Elizabeth Barret nel 1846 scriveva a Poe: «Il vostro Corvo ha prodotto una sensazione orrifica qui in Inghilterra. Alcuni miei amici ne sono atterriti, altri sono soggiogati dal fascino della sua musica. So di persone rimaste stregate dal Nevermore...» Per Poe creare una combinatoria di ingredienti dove unire la musica al significato diviene lo scopo precipuo. La parola deve emozionare, allarmare e rivelare un'atmosfera d'animo e di luogo. Un'atmosfera architettata a dovere nella quale il protagonista soffre per la sua amata, e dove un Corvo, un Corvo reale - dai sacrali giorni - gli fa visita per annunciare i segreti custoditi nella morte, e rispondere a delle domande riferite a Lenore, la donna cristallizzata nella memoria dell'amato, che non sarà «mai più».

29 dicembre 2013

Libri illeggibili | Gli innamoramenti, J. Marías

Gli innamoramenti

Non c’è alcun dubbio che, per me, Gli innamoramenti di Javier Marías, sia un romanzo insopportabile.
La storia, nel romanzo, è narrata da María, una trentacinquenne che lavora presso una casa editrice di Madrid. María ogni mattina fa colazione in un bar, lo stesso nel quale fanno colazione Miguel e Luisa, una coppia bella, affiatata, allegra e felice. Qualche tempo dopo la prolungata assenza della coppia dalle colazioni al bar, la protagonista viene a sapere che Miguel è stato assassinato e María si ritroverà, in breve, a entrare in confidenza con Luisa, la vedova, sua coetanea. La storia, almeno, detta così, è intrigante, ma lo sviluppo vira in altri e molto più impegnativi territori.

11 dicembre 2013

La preda

Giorgio Caproni
  
Giorgio Caproni, poeta, critico letterario e traduttore nacque a Livorno il 7 gennaio 1912 e morì a Roma il 22 gennaio 1990.

La sua poesia è semplice, chiara, spesso provocatoriamente ispirata dai temi fondamentali dell'esistere, espressa in forma esclamativa ed immediata, turbata dall'impossibilità di descrivere e fissare il senso di un'esistenza mutevole, ingannevole, sfuggente.
In un'intervista, il poeta, alla domanda sul senso della poesia, rispondeva che essa è la ricerca dell'essenza dell'uomo per la scoperta di un fondo comune a tutti.
In quel fondo, spesso si agitano una preda ed un cacciatore infaticabili: si rincorrono da sempre.

12 ottobre 2013

Per una letteratura orgogliosamente démodé

Profumi

No. Non chiamerò in causa la «madeleine» di Proust per farne il solito “pippone” sui ricordi, nonostante il libro, Profumi. Inventario sentimentale degli odori di una vita, ti metta il paragone lì, sotto il naso, come un assist di Pirlo.

12 settembre 2013

Requiem per una traduzione

Requiem

Ho appena terminato la lettura di Requiem, un singolare romanzo che Antonio Tabucchi pubblicò in Italia nel 1992 – per i contenuti rimando alla recensione di Salvo Kalat che trovate qui. In sostanza si tratta di un omaggio al Portogallo e alla sua cultura, talmente sentito da spingere Tabucchi a scriverlo direttamente in portoghese e a farcirlo di numerosi oggetti-“madeleine” della cultura lusitana. Per chi non ha mai avuto familiarità con le Português Suave, i venditori ambulanti di biglietti della lotteria, la fejoada o il sarrabulho – familiarità che peraltro, soprattutto in quest’ultimo caso, vi sconsiglio vivamente – questo romanzo apparirà poco attraente, me ne rendo conto; ma d’altronde, non è di questo che ho intenzione di parlarvi, quanto della traduzione.

2 settembre 2013

Un libro per Lampedusa

lampedusa
In questi giorni sta avendo luogo una bellissima iniziativa, da parte del sindaco di Lampedusa, volta a far nascere una biblioteca nell'isola. Lampedusa, come sapete, è al centro dell'attenzione dei media per ragioni umanitarie, dovendo sostenere il peso d'essere l'avamposto d'Europa nel Mediterraneo.
Ma tra le tante emergenze che affronta c'è anche quella culturale, ossia l'assenza di una biblioteca. Il sindaco, una donna indubbiamente di grande sensibilità ha avuto un'idea fantastica, chiedere agli italiani di inviare almeno un libro per creare una vera e propria biblioteca comunale per ragazzi col sostegno di tutti.

24 agosto 2013

Per i neologismi citofonare “D’Annunzio”

Gabriele D’Annunzio

Stavo leggendo, in una pubblicazione sulla grafica contemporanea, del lavoro che Max Huber e Albe Steiner hanno fatto negli anni cinquanta per i grandi magazzini La Rinascente.

Per chi si occupa di grafica questi tre nomi (Huber, Steiner e La Rinascente) sono notissimi. Huber è stato un designer svizzero che ha lavorato tutta la vita in Italia per aziende come Einaudi, Rai, Eni, la Triennale di Milano e La Rinascente, appunto, per la quale ha disegnato il modernissimo logo – lo ha progettato nel 1950! Steiner era un milanese che ha avuto fra i suoi clienti il quotidiano «l’Unità», «Il Politecnico» di Vittorini, Feltrinelli, la Coop (per la quale ha disegnato il logotipo) e, anche nel suo caso, La Rinascente, per la quale, nel 1954, ha disegnato il marchio del Compasso d’oro. La Rinascente, infine, è stato molto più che un franchising di grandi magazzini avendo, tra le altre cose, fondato il Premio Compasso d’oro, il più importante premio di design italiano.
il marchio La Rinascente, disegnato da Max Huber

23 luglio 2013

Libri illeggibili | Il dono, V. Nabokov


Il dono

Immaginate una storia ambientata fra gli immigrati russi a Berlino nei primi anni trenta del Novecento. Immaginate un poeta aspirante scrittore di nome Fëdor Konstantinovič Godunov-Čerdyncev. Immaginate una manciata di bizzarri russi, intellettuali o pseudo tali, dai nomi impronunciabili: Georgij Ivanovič Vasil’ev, Ljubov’ Markovna, Aleksandra Jakovlevna Černyševskaja, Elizaveta Pavlovna.

Questi sono alcuni degli ingredienti de Il dono, il mattone che l’immenso Vladimiri Nabokov ha scritto fra il 1935 e il 1937. La scrittura densa, pastosa, ricchissima, munifica di metafore spiazzanti e minuziosissime descrizioni non si discute: un paradiso per chi ama la prosa ipercalorica, un inferno per chi vacilla alle prime singolarità linguistiche. Però, basta descrivere la struttura della trama per comprenderne la potenziale illeggibilità.


11 giugno 2013

Italia: 31 milioni di cittadini non leggono neanche un libro!


Secondo l'Associazione Italiana Editori sono ben 31,5 milioni gli italiani che in un anno non leggono neanche un libro, stiamo parlando del 54% circa di potenziali lettori. Questi dati impressionanti sulla lettura non sono certamente nuovi ma posti così danno un'idea molto precisa sul danno culturale che l'attuale assetto sociale comporta. Tutto ciò, unito agli effetti della crisi economica, deprime anche le vendite di libri che in Italia si attesta sul -7%. Sembra tanto ma se osservate i dati degli altri paesi campione capirete che non siamo soli, eccetto il +16% dell'India...

28 maggio 2013

Se le donne conquistano il parlamento

teatro greco di Siracusa

Ieri pomeriggio mentre infuriava l'attesa per i risultati elettorali ho fatto una scelta di rottura: sono andato al teatro! Proprio ieri al teatro greco di Siracusa si teneva la commedia di Aristofane Donne al parlamento. La commedia è vecchia di due millenni ed è ambientata ad Atene dove un gruppo di donne guidate da Prassagora conquistano il parlamento travestendosi da uomini. Li deliberano leggi che mettono in comune tutto: dal denaro sino alle donne, che potranno andare a letto con tutti gli uomini e fare figli con chi vorranno.

4 febbraio 2013

Federico Zeri commenta la Divina Commedia


Federico Zeri è senza dubbio uno dei più grandi critici d'arte italiani. La sua irruente critica contro i mali della cultura italiana ha determinato la sua emarginazione culturale ma anche la sua grandezza. In questa intervista dimostra una vasta e sensibile cultura dantesca laddove descrive le cantiche della Divina Commedia in termini di colori e odori. Ma c'è anche quell'accenno critico alla cultura italiana, appena introdotto che chiude un'intervista ad un personaggio indimenticabile.

31 dicembre 2012

Lettera di Capodanno


Gesualdo Bufalino
             

 Le temps, le temps toujours recommencé…
Dicono che repetita iuvant;
che il secondo bacio è più sapiente del primo,
che il bis d’un minuto felice
s’insaporisce d’un miele che ci sfuggì quella sera…
Ma l’anno che ritorna col suo rauco olifante
A soffiarci dentro le orecchie
l’ennesima Roncisvalle,
e ingrossa i fiumi, impoverisce gli alberi;
l’anno che nello specchio del bagno conserva
a uno svogliato rasoio la barba sempre più bianca;
l’anno che cresce su sé con l’ingordigia dei numeri,
sgranando sul calendario
il recidivo blues del Mai più…
chi oserebbe dire che meriti il bacio del Benvenuto?
chi potrebbe giurare che non sia peggio degli altri?
Il male si raddoppia e repetita non iuvant.
Eppure…
Eppure nella tombola arcana del Possibile
fra i dadi e il caso la partita è aperta;
gonfiano fiori insoliti il grembo d’una zolla;
lune mai viste inonderanno il cielo;
due ragazzi in un giardino
si scambieranno i telefoni, i nomi,
stupiti di chiamarsi Adamo ed Eva;
verrà sotto i balconi
un cieco venditore d’almanacchi
a persuaderci di vivere…
Crediamogli un’ultima volta.

Gesualdo Bufalino, “Lettera di Capodanno”, da: Tommaso e il fotografo cieco ovvero Il Patatràc, Bompiani, 1996, pag.162

24 dicembre 2012

«Tutto è lecito a Hollywood e in guerra»

Faye Dunaway, Charles Bukowski e Mickey Rourke (dal sito Colordonor.tumblr.com)

Nel 1985 il regista cinematografico franco-statunitense Barbet Schroeder chiese a Charles Bukowski di scrivere una sceneggiatura. In quegli anni il sessantacinquenne scrittore e poeta americano cominciava a godere di una stabilità economica che non aveva conosciuto in tutta la sua precedente vita. Le sue opere erano tradotte in tutta Europa e suscitavano i soli due stati d’animo che la sua letteratura ha sempre provocato: consenso e sdegno. Inutile dire che il vecchio Hank di tutto questo se ne fregava altamente, continuava a bere smodatamente e a recarsi ogni mattina alle corse dei cavalli.

13 dicembre 2012

Cinquanta sfumature di Lobo Antunes

Il venticinque, ventisei e ventisette ottobre di quest’anno nella piccola e sconosciuta cittadina portoghese di Penafiel (distretto di Oporto) si è svolta la quinta edizione di Escritaria, un festival sulla letteratura lusofona – il portoghese si parla anche in Brasile, Angola, Macao, Mozambico, Capo Verde, Timor Est, ecc. – che ha visto quest’anno come protagonista Antonio Lobo Antunes.
Dopo la scomparsa di Saramago Lobo Antunes è attualmente la stella più lucente della letteratura portoghese, la loro leggendaria rivalità ha fatto discutere molto gli appassionati, soprattutto quelli che ritenevano che il Nobel lo meritasse di più Lobo Antunes.

Antonio Lobo Antunes
Antonio Lobo Antunes a Escritaria (dal sito Visao.sapo.pt)