31 agosto 2026

Henrietta Lacks, HeLa e il prezzo dell’immortalità

Morì a trentun anni, le sue cellule no. E, da allora, la scienza continua a vivere dentro una storia che parla di cura, ingiustizia e memoria.

27 agosto 2026

Il volto in prestito. Bàuta, Moretta e il potere dell’anonimato nella Venezia delle maschere

A Venezia la maschera non era soltanto un ornamento del Carnevale. Cambiava la voce, nascondeva il corpo, sospendeva per qualche ora le distanze sociali e permetteva di muoversi nella città con un’identità provvisoria. La Bàuta e la Moretta raccontano due forme opposte dell’anonimato: la prima consente di parlare senza essere riconosciuti, la seconda impone il silenzio. In entrambe, il volto scompare ma la persona non diventa più libera senza conseguenze. È proprio in questa ambiguità che la maschera veneziana continua a parlare alla letteratura e al noir.

24 agosto 2026

Sinéad O’Connor, la verità detta troppo presto

Come il sistema punì la voce che non riusciva a controllare

20 agosto 2026

Un De Chirico inedito

Quando si parla di Giorgio De Chirico vengono subito alla mente le piazze italiane vuote, i manichini che si abbracciano oppure i paesaggi arcadici con vestigia greche. In fondo De Chirico è soprattutto questo, ma è anche molto altro; ci sono opere con un vezzo barocco, quelle che rappresentano cavalli, ma ci sono altre opere poco note dove De Chirico mostra da un lato l’influenza degli impressionisti, dall’altro quella della Sicilia, essendo il padre originario di Palermo. Ed è proprio il suo rapporto con la Sicilia a essere indagato nella mostra Giorgio De Chirico. Il sole della Metafisica. Una mostra che espone opere che potremmo considerare inedite, dato che provengono da collezioni private, quindi normalmente non visionabili al pubblico.

17 agosto 2026

La stanza 3327. Nikola Tesla, il silenzio del genio e il peso del futuro

Il 7 gennaio 1943, al trentatreesimo piano del New Yorker Hotel, morì un uomo che aveva contribuito a cambiare il modo in cui il mondo produce e utilizza l’energia. Nikola Tesla aveva ottantasei anni. La porta della stanza 3327 era chiusa, la città continuava a illuminarsi e milioni di persone vivevano già dentro una civiltà che egli aveva contribuito a immaginare. La scena è potente, ma va liberata dalla leggenda. Tesla non fu il profeta solitario al quale dobbiamo ogni tecnologia moderna, né il martire perfetto di una scienza incapace di riconoscere i propri figli. Fu un inventore reale, geniale e contraddittorio, capace di vedere sistemi prima ancora che esistessero gli strumenti necessari per costruirli.