Una società massificata, uomini spogliati da ogni determinazione individuale: nessuna particolarità, nemmeno un nome, solo numeri in serie. Persone che fungono da cabine telefoniche, secchi della spazzatura, cartelli stradali: sono le tutine bianche, uomini a cui non è concesso possedere un lavoro vero. È questa l’assurda –forse nemmeno troppo - società descritta da Davide Labanti ne Il vincitore, collocata in un luogo senza tempo. Unico biglietto di sola andata verso “una vita tutta pace” è affidato alla sorte. Parodiando uno dei meccanismi più subdoli della nostra società, il futuro delle tutine bianche è consegnato amaramente al gratta e lavora. Venduti da un ciarlatano dal fare ieratico, promettono un futuro certo incarnato dalla possibilità di avere un impiego sicuro.
Una stanza deserta: arredamento essenziale, una finestra aperta su un mondo che non si vede. Da quella finestra arriva una palla. Un bambino entra per prenderla ed esce da dove è arrivato. Rientra di nuovo il pallone, a seguito il medesimo bambino che compie gli stessi identici gesti. Questa volta però dalla porta entra una donna che si siede e allatta un neonato, incurante dell’altra presenza. Si alza ed esce. La scena si ripropone: azione reiterate, stessi personaggi. Palla, bimbo, donna con neonato, in questo caso si aggiunge un uomo che entra silenziosamente dalla finestra e furtivamente si appropria di una valigia ed esce anche lui di scena. Sono gesti che saranno ripetuti meccanicamente per innumerevoli volte. Ed ogni volta si aggiungerà un nuovo personaggio destinato a ribadire ciclicamente la stessa azione, ognuno di loro chiuso nel proprio mondo, nella propria storia.
La torre astronomica di Praga situata nel cuore della capitale compie 600 anni, essa infatti fu costruita nel 1410. Recentemente, la città si è riunita per festeggiare l'antico monumento tramite un video spettacolare. Grazie alla sovrapposizione di immagini ed effetti sonori, la torre pare animarsi, oscillare e assumere forme diverse. Questi effetti realizzati da una locale azienda di animazione, ripercorrono la storia e le leggende della torre e dunque anche quella della città.
La partita lenta è un cortometraggio di 10 minuti diretto magistralmente da Paolo Sorrentino. L'argomento è una partita di rugby che si svolge in un campo da gioco italiano. Un corto che privilegia la bellezza delle inquadrature, la forza delle espressioni e del bianco e nero e che coraggiosamente è esente da dialoghi...
Questo corto è stato realizzato all'interno del progetto perFiducia sostenuto da Intesa Sanpaolo, un progetto che vedeva tra l'altro la partecipazione di Ermanno Olmi e Gabriele Salvatores con altrettanti corti. Il progetto mira a valorizzare le forze positive che animano l'Italia anche con altri tre corti di giovani registi: Alessandro Celli, Massimiliano Camaiti e Pippo Mezzapesa.
La passione per il cortometraggio può riservare grandi sorprese, soprattutto se si decide di utilizzare il 3D con accuratezza. Questo interessante abbinamento è stato portato avanti dal regista Andrea Ricca con la preziosa collaborazione di Gennaro Acanfora per la grafica 3D e Gianfilippo De Mattia per le musiche.
Una produzione a costo zero che grazie alla risonanza del web permette un passaparola incredibile. I cortometraggi, assimilabili al genere della fantascienza, finora realizzati sono tre: UFO race, The guardian e The furfangs (che ha raggiunto in pochi mesi il ragguardevole traguardo di 16.000 visualizzazioni).
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