Internet


Un viaggio nella memoria con l'Archivio Rai Sicilia
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Scritto da Emiliano E. Zammitti   
Domenica 06 Novembre 2011 17:13

Sono molto contento poter scrivere di questa notizia: l'Archivio Rai Sicilia (www.regionesicilia.rai.it) è finalmente online! Una prelibatezza, una possibilità di ricerca in più e mirata che personalmente attendevo da tempo, e che sia l'intellettuale, lo studioso o il semplice curioso possono gioire trovando dall'intervista rara fatta all'artista più amato, all'argomento a cui si è più legati, immergendosi in un passato denso di sapere.

Il portale web di Rai Sicilia comprende oltre 300 ore di filmati storici riversati in digitale e moltissimi programmi prodotti dalla testata regionale. Programmi che testimoniano costumi e conoscenze offuscate o perse strada facendo dalla contemporaneità che non dimostra di aver ereditato. I protagonisti sono poeti, scrittori, pittori, artisti e personaggi fondamentali della cultura siciliana, ma dal respiro universale, con spazi dedicati anche ai fatti di cronaca. Sicché da Luigi Pirandello a Guttuso, da Giovanni Verga a Vitaliano Brancati, al trittico Sciascia-Bufalino-Consolo, non mancheranno lezioni di stile e cultura, rievocazioni della memoria, racconti personali, fabule sapienziali, incontri sfavillanti, aneddoti fulminanti, curiosità legate al territorio e all'arte. Buona ricerca e buona visione!

 
Nessuno tocchi Wikipedia!
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Scritto da Davide Mauro   
Giovedì 06 Ottobre 2011 00:14

(immagine tratta dal sito lanostratv.it)

Ammetto d'essere un "consumatore", altre volte un contributore e in ultima analisi un sostenitore di Wikipedia. Quasi tutti i giorni vi accedo per consultare un argomento che non conosco, per sciogliere un dubbio, per conoscere una biografia o per mero passatempo. Ma ieri quando mi è comparso il comunicato che ormai tutti conoscono, qualcosa in me si è mosso…

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L'assurdo "Happy World" della Birmania
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Scritto da Davide Mauro   
Lunedì 22 Agosto 2011 16:44

La Birmania o Myanmar è uno stato asiatico resosi famoso dalle nostre parti a seguito delle proteste antigovernative dei monaci buddisti del 2007. Figura carismatica di questa opposizione è certamente Aung San Suu Kyi premio Nobel per la pace e sostenitrice di una svolta democratica nel paese. Dal lontano 1962 infatti la Birmania vive sotto la guida di regimi militari che nel tempo si sono alternati senza tuttavia modificare la sostanza delle cose. Un paese stretto da una dittatura totalitaria, dove i diritti umani vengono sistematicamente violati e le elezioni sono un'operazione di facciata.

A raccontare le stranezze e le assurdità di questo paese ci hanno pensato Tristan Mendès, blogger e attivista francese assieme al suo operatore, i quali hanno preparato un piacevole documentario di 30 minuti chiamato Happy World e messo in internet.

Proprio per sminuire il dramma della dittatura militare, gli autori hanno mostrato la vita di tutti i giorni con ironia: le strane regole attinenti la guida delle auto, l'assenza di libertà per internet, il costo esorbitante delle SIM card dei cellulari, l'impossibilità di pagare con forme diverse dai contanti e mille altre contraddizioni. Ne emerge una descrizione grottesca e nello stesso tempo amara di una nazione ai margini della comunità internazionale.

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Secondo filosofia
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Scritto da Davide Mauro   
Martedì 02 Agosto 2011 16:43

È risaputa un'intrinseca difficoltà nel seguire la filosofia; la stessa lettura di testi filosofici può essere un qualcosa di ostico qualora non si abbiano solide basi sull'argomento. Tuttavia essa è anche alla base di un certo argomentare sulla vita e sui suoi aspetti fondamentali tanto da non sfuggire ad una naturale curiosità. Il filosofo americano Michael Sandel, insegnante presso la Harvard University riesce a coniugare un ottimo equilibrio tra l'esposizione e il dialogo. Le sue lezioni sono divenute famose non solo per il metodo di dialogo e di riflessione con gli studenti, ma anche per l'applicazione di esempi di filosofia applicata alla vita quotidiana. Per questa ragione le lezioni di Sandel vengono filmate e inserite su youtube e divengono un vero e proprio fenomeno culturale presso certe emittenti televisive. Dagli estratti della BBC alle lezioni ad episodi in Giappone, l'approccio di Sandel sul pubblico è stupefacente.

Il filmato che mostro è relativo alla seconda lezione dove si entra nel merito del concetto di utilitarismo di Bentham. Per la visione (essendo il video in inglese) suggerisco di abilitare i sottotitoli tradotti in italiano.

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Internet ovvero un buon modo per perdere la capacità di analisi
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Scritto da Davide Mauro   
Giovedì 19 Maggio 2011 17:31
Vi sarà certamente capitato di leggere le pagine di un sito e di perdere parole, di saltare le righe, di accelerare la lettura e alla fine di faticare a comprendere il succo del discorso: perchè nel frattempo vi siete distratti, avete pensato ad altro e siete giunti alla fine. Succede anche a me, purtroppo. Qualsiasi pagina letta su internet mi induce automaticamente ad accelerare, a consumare tutto rapidamente, a giungere al dunque saltando anche parti essenziali. Solo un'attenta autodisciplina mi impone una seria lettura. Forse è tutta colpa del supporto, perchè il monitor non rilassa come la lettura di leggere un libro. Ma questa tendenza, specie per i cosiddetti "nativi digitali" sembra essere un serio problema.

Leggendo l'articolo a firma di Michele Maggino Internet ci rende stupidi? si chiariscono molte cose.
Il nostro cervello è un organo in grado di adattarsi a diverse situazioni e ad usare certe aree celebrali adattandole in base alle esigenze di vita. L'introduzione delle nuove tecnologie ha esteso le capacità individuali consentendoci di apprezzare un video, di poter prendere rapidamente decisioni al PC ecc. Ma questa capacità ci sta facendo perdere un dono essenziale: la capacità di concentrazione, di analisi e di riflessione su un argomento. Le nuove generazioni dimostrano spesso tutto ciò, una grande difficoltà nell'applicarsi e nel seguire un discorso logico. Questa "involuzione" deriva dal nuovo approccio con la tecnologia, nella fattispecie Internet. In internet, tutto avviene rapidamente, tutto muta in un clic ma soprattutto è necessario filtrare una grande mole di informazioni. Così leggiamo solo le parti essenziali di una pagina, captiamo lo stretto significato lasciando perdere l'approfondimento.

Tutto ciò si tramuta in un progressivo impoverimento delle nostre capacità che vengono modificate in osservanza alle nuove esigenze. Nell'articolo, che suggerisco di leggere con attenzione, si analizzano tutti questi aspetti e l'evoluzione che nella società odierna internet e gli altri media stanno producendo sull'uomo. Una ulteriore rivoluzione antropologica che certamente non prospetta nulla di buono.
 
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