15 maggio 2023

La cifra culturale in Geopolitica

Perché in Russia il popolo non caccia via il "dittatore" Putin e non si riprende tutte le libertà creando uno stato liberale? E ancora, perché la Russia considera come una "guerra esistenziale" quella combattuta in Ucraina? Queste sono alcune delle domande che il famoso analista geopolitico Dario Fabbri si pone in una lectio magistralis.

9 maggio 2023

L'Ultima Generazione

Giunti alla ribalta nell’ultimo periodo, gli attivisti di Ultima Generazione sono diventati un caso, non solo nazionale. Con nomi diversi infatti, si trovano in molte nazioni occidentali: in Francia sono Dernière Rénovation, in Germania Letze Generation, nel Regno Unito Just Stop Oil e l’elenco potrebbe continuare. Il loro scopo, almeno in Italia, è ottenere dal governo lo stop dei sussidi pubblici ai combustibili fossili. 

4 maggio 2023

La musica straniante nei film di Tarantino

Quentin Tarantino

Quentin Tarantino è il regista che negli ultimi trent’anni ha avuto forse il maggior successo. Diversi suoi film sono rimasti impressi nell’immaginario collettivo e, soprattutto a partire da Pulp Fiction, hanno inaugurato un nuovo modo di intendere il cinema. Con Tarantino infatti nasce in maniera definitiva il film slegato da fonti esterne, in cui fa da padrone la brillantezza della trama in sé, i dialoghi e gli omaggi ad altre pellicole d’autore. È metacinema, è linguaggio indipendente da fonti narrativo-letterarie.  

24 aprile 2023

Intervista a Davide Venier: Assurdità alimentari


Assurdità alimentari è il titolo del libro di Marco Capocasa e Davide Venier in cui si affrontano le tematiche legate all'alimentazione cercando di smontare tutta una serie di convinzioni spesso errate sull'argomento. Attraverso domande e risposte, il libro chiarisce alcuni dei falsi miti.

14 aprile 2023

L’io del sottosuolo: emblema di una condizione collettiva

Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori.

Da questa presa di coscienza iniziale si avvia una delle opere del grande esponente della letteratura russa Fedor Dostoevskij, autore del celeberrimo Delitto e castigo, che più visceralmente scende nei meandri del subconscio. A parlare è l’uomo del sottosuolo, in un agognato monologo di critica sociale, che progressivamente va decostruendo i tanto esaltati valori positivistici mettendo in risalto una spinta all’autoumiliazione e alla ricerca della sofferenza, insita nella natura umana. Nel corso della sua analisi, l’uomo ripercorre i suoi ricordi passati, riflettendo un’agonia esistenziale ed un’inettitudine che lui stesso ripudia, ma dalla quale sembra non trovare via di fuga. Da qui deriva il suo allontanamento dalla vita sociale ed il suo rifugiarsi nel sottosuolo, appunto, per quarant’anni.