29 ottobre 2022

Omaggio a Grazia Varisco

Grazia Varisco

E’ con somma sorpresa che mi ritrovo nelle stanze di Palazzo Reale per la mostra dedicata all’artista Grazia Varisco. Lei è il quinto elemento e l’unica donna del Gruppo T (dove T sta per “tempo”), formatosi agli inizi degli anni Sessanta a Milano.

20 ottobre 2022

A proposito della democrazia della cura e dei ‘pozzi oscuri’ in cui cadono le donne

Natalia Ginzburg

Natalia Ginzburg in un bellissimo articolo intitolato Discorso sulle donne pubblicato nel 1948 sulla rivista «Mercurio» decise di smascherare senza reticenza le false certezze di progresso e di ottimismo che avevano accompagnato l’entusiasmo della liberazione. Lo fece affrontando in modo diretto il tema della condizione femminile e parlò senza infingimenti di maternità, di cura, di figli, di paure e di sensi di colpa. Lo fece mettendoci la sua faccia e il suo cuore  confessando proprio  le sue paure più intime e profonde nonché la sua difficoltà nel conciliare la dimensione del privato con quella dello spazio pubblico del lavoro e dell’impegno professionale.

3 ottobre 2022

L’uomo con la macchina da presa – il cinema che parla di sé

David Abelevič Kaufman, meglio conosciuto come Dziga Vertov, è stato una delle stelle più lucenti del cinema sovietico degli albori, prima che il giogo della censura pesasse sulla libertà artistica. Il suo capolavoro del 1929, L’uomo con la macchina da presa (Čelovek s kino-apparatom), mantiene ancora oggi l’originalità e l’intensità di un tempo, qualità che gli hanno fatto guadagnare un posto tra i migliori film di sempre. Il seguente articolo si propone di rilevare i tratti più rivoluzionari della pellicola, con particolare attenzione all’aspetto metacinematografico che la contraddistingue sin dal titolo. 

28 settembre 2022

La soffitta dei segreti


Era appena uscito fuori da un vecchio libro impolverato. Un enorme, ingiallito, vecchio libro impolverato. Sul pesante frontespizio campeggiava, nell’imperituro rumore di una soffitta malandata, una scritta dorata: Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carrell. Si guardò intorno con insolito stupore e dovette constatare, con non poca gioia, che finalmente non era più seduto a quel monotono tavolo da tè a prendere del monotono tè con le stesse monotone creature: la Lepre di Marzo e il Ghiro. 

20 settembre 2022

Dorothy Parker, la fustigatrice viziosa (terza parte)

Non mi preoccupa quello che scrivono di me, basta che non dicano la verità

Dal 1927 al 1933 recensì con regolarità su «The New Yorker» nella sua rubrica fissa denominata Constant Reader, con il suo solito tono aspro e provocatorio. Nel primo anno della sua collaborazione con la rivista, scrisse una recensione entusiastica e provocatoria su Ernest Hemingway che venne pubblicata il 29 ottobre: