23 marzo 2023

L'uomo e i suoi linguaggi: la parola presso l'uomo primitivo

Il linguaggio presuppone una lunghissima evoluzione, sia biologica che culturale. Secondo il linguista Noam Chomsky, il linguaggio non sarebbe puramente imitativo da parte del bambino, che quindi non si limiterebbe a ripetere le frasi ascoltate da altri. In un primo momento certamente è così, è questa la fase dell'apprendimento della lingua per imitazione. Tuttavia, secondo lo studioso americano, solo nella specie umana vi sarebbe una conoscenza innata delle regole del linguaggio. A dimostrazione di ciò, in tutte le lingue esistono delle strutture sintattiche fondamentali che ricorrono. Secondo gli studiosi, solo nella specie umana, quale sua evoluzione biologica sarebbe presente, un meccanismo precipuo di apprendimento linguistico noto come LAD ovvero Language Acquisition Device. In ogni uomo esisterebbe un programma filogenetico inscritto nel codice genetico, in quanto prodotto dell'evoluzione della specie, che permetterebbe al bambino di imparare a parlare. In sostanza l'esperienza dell'apprendimento linguistico del bambino ricapitolerebbe l'esperienza percorsa dall'umanità dai suoi primordi.

20 marzo 2023

Letteratura a misura di bambino

Piccolo blu e Piccolo giallo, Il mostro dei colori, Alice nel paese delle Meraviglie, Pinocchio, e si potrebbe continuare per un po’ a elencare i classici e le opere moderne che hanno fatto e fanno tuttora da sfondo alle giornate dei più piccoli e dei ragazzi e che costituiscono un bagaglio culturale di incredibile valore per la forma mentis dei primi anni di crescita.

6 marzo 2023

Intervista a Jean Paul Manganaro su Carmelo Bene


Anche nel teatro esiste un a. C. e un d. C.: per C. si intende Carmelo Bene. Quasi ventuno anni fa, all’età di sessantacinque anni, moriva il più grande uomo di teatro del Novecento italiano: molto più di Pirandello, Dario Fo e Vittorio Gassman. Ho intervistato una persona che lo apprezza e studia da una vita: Jean Paul Manganaro. Professore emerito di letteratura italiana contemporanea all’università di Lille, ha tradotto in Francia libri di Calvino, Pasolini, Gadda, Pirandello e molti altri. Oltre a questo, è stato uno dei primi ammiratori di Bene: nella nostra intervista, a volte ne parla al presente, forse in maniera inconscia, come se non fosse mai morto. Ed in effetti C. B., con la sua voce magnifica, il suo concetto di macchina attoriale, il suo lasciarsi dir l’ascolto, è vivo ancora oggi, più che mai. Come tutti i grandi classici.

28 febbraio 2023

I Black Code, Heavy Metal Band

I Black Code Heavy Metal Band sono una band di Oristano. Come si può ben capire dal nome, non vanno per il sottile. Il 20 maggio 2022 è uscito il loro omonimo album, Black Code, edito da Wanikiya Record. Chi scrive l’ha scoperto soltanto adesso, e con piacere. Infatti la band, che è alla prima pubblicazione di un lavoro così organico, è già abbastanza matura: buona l’intesa tra i vari membri del gruppo, e discreta musica. Il rock cui si ispira è quello degli anni ’70 e ’80: Iron Maiden, Judas Priest, Black Sabbath e forse anche un po’ di Anthrax. L’album, che si trova su Spotify e in CD, consta di nove brani. Immortals, che apre la raccolta, è senza dubbio uno dei più incisivi e rappresentativi della band. 

21 febbraio 2023

Chi comanda a Hollywood?


Al termine del processo Manny uscì dall’aula del tribunale piuttosto perplesso fissando con sguardo smarrito la moglie. Poi in cerca di un conforto chiese all’avvocato quando avrebbe potuto rivederla, ma l’avvocato con voce decisa gli rispose che ciò sarebbe avvenuto solo in carcere.
Questa è una scena del film Il ladro di Alfred Hitchcock, dove il protagonista veniva accusato di una serie di furti a causa di uno scambio di persona. Manny così finisce in prigione ingiustamente in attesa che la faccenda giunga a chiarimento. Stiamo parlando di una pellicola del 1956 che mostra tutti i connotati dei film retrò: oltre al bianco e nero si evince il modo di vestire del protagonista in giacca, cravatta e cappello. E persino l’atteggiamento dei detenuti è dignitoso, privo della spavalderia dei film d’oggi. Quanto è cambiata la società e il linguaggio cinematografico in neanche trent’anni! Guardando infatti questi film sorge inevitabilmente una cupa nostalgia per una società che faceva del garbo e dell’eleganza il tratto distintivo di ogni famiglia e individuo. I film di allora non ostentavano la violenza, la sessualità, la bestemmia, ma anzi apportavano un messaggio morale fortemente positivo. Così viene spontaneo chiedersi, come si è potuti passare da un cinema e una televisione composta e sempliciotta, a un involgarimento e una pochezza di contenuti così vistosa? Questa domanda se la posero già negli anni Ottanta due studiosi americani che approfondendo la questione giunsero a delle conclusioni interessanti.