Teleindicatore solari. Foto di Gabriel White (da Flickr)
L'orologio a palette nasce da un'idea e dall'abilità meccanica di Remigio Solari che assieme al fratello Fermo fonda la ditta Solari, che diverrà celebre in tutto il mondo proprio per questo prodotto e per altri direttamente correlati. Remigio infatti inventa un sistema che permette la scansione del tempo attraverso un sistema meccanico a palette. Una prima idea viene abbozzata poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, da cui giungerà anche la nascita della macchina timbra cartellino che utilizza proprio questo sistema. Ma è nel 1947 che prende davvero avvio il progetto del famoso orologio chiamato Cifra 5.
«Eh, la penna… Hai il dono della penna!» gli diceva Cicco Paolo. «E tu della parola.» «Parlo si, e quel che dico svanisce come il fumo…» «Sai ragionare» «Forse… ma immaginare è meglio…» Vincenzo Consolo, Nottetempo casa per casa
Abbiamo tutti, noi del gruppo originario di Elapsus, chi più chi meno, un debito di riconoscenza verso Vincenzo Consolo. La sua incessante ricerca sul suono delle parole, sulla musicalità del verso; la sua indagine archeologica sulle espressioni dialettali, il suo pastiche letterario, ci hanno insegnato tanto. La notizia della sua morte ci ha molto colpito, per ricordarlo vi rimando ad un bel post scritto da Fabio Stassi per Minima & Moralia, il blog della casa editrice Minimum fax.
Stassi ricorda i suoi incontri personali con Consolo: nel 1995 alla Biblioteca di Storia contemporanea della Sapienza di Roma, dove il gruppo organizzatore aveva invitato anche José Saramago, ma il Dipartimento si era opposto perché non lo aveva ritenuto un personaggio così noto.
Nel 2001 Stassi rincontra Consolo al Salone del libro di Parigi, che quell’anno vedeva come paese ospite l’Italia. Sorprendente quando racconta che prese posto nella sala della conferenza accanto a Daniel Pennac, che scoprì essere un grande ammiratore di Consolo.
Non avevo mai letto niente di Faletti, a parte qualche riga rubata durante le frettolose “sniffate” in libreria. L’ultimo suo libro pubblicato, uscito alla fine del 2011, Tre atti e due tempi – Einaudi, dodici euro – mi ha davvero sorpreso. Certo, ormai Faletti è una firma sicura e accettata, nonostante il “peccato originale” dello strepitoso successo commerciale dell’esordio, anche dalla critica più esigente. Il potente critico del «Corriere» Antonio D’Orrico, poi, è un suo dichiarato ammiratore. Ciò non toglie che da un autore di thriller che dispone di una platea di lettori così ampia, non mi aspettavo questa qualità. Tre atti e due tempi è un romanzo sussurrato, elegante, educato, scritto con parole precise e misurate. Certe atmosfere da provincia sonnolenta care a Simenon e la solitudine del protagonista sono davvero ben descritte:
È assolutamente evidente che l'arte del cinema si ispira alla vita, mentre la vita si ispira alla televisione. Woody Allen
L’affondamento del Concordia non è un dramma reale, semmai è un film già visto in TV particolarmente emozionate. Dalle interviste ai passeggeri smarriti infatti il copione era unico: «sembrava di essere sul Titanic.» Ma perché una tragedia avvenuta proprio un secolo fa, è così vivido nella mente dei passeggeri? E perché la percezione del pericolo in ognuno d’essi era maggiore di quanto non fosse realmente?
Ormai è assodato: Cirpì e Maresco si sono (artisticamente) separati. Daniele Cirpì, come abbiamo scritto in un post l’anno scorso, ha girato il film È stato il figlio, con Tony Servillo e Alfredo Castro. Oggi apprendiamo da un articolo de «Il Fatto Quotidiano.it» che Franco Maresco ha quasi ultimato il film documentario Belluscone. Una storia siciliana. Chi ha avuto qualche dimestichezza col mondo tragironico e dadaista del duo più dissacrante d’Italia – provate a vedere Totò che visse due volte – non si stupirà del titolo; è proprio lui: Berlusconi. «Noi non dobbiamo chiederci cosa ha fatto Berlusconi per la Sicilia» ha dichiarato il regista, «ma cosa sarebbe Berlusconi senza questa terra. E la risposta è niente».
Con interviste ad Antonio Ingroia, Gioacchino Genchi, Leoluca Orlando, Gianfranco Miccichè, fino a Marcello Dell’Utri, Maresco indaga i profondi legami di Berlusconi con questa terra: «Più che a un docufiction mi piace pensare che assomigli a un B-movie di fantascienza».
Abbiamo scritto «quasi ultimato» perché è una produzione indipendente alla quale mancano ancora circa 250 mila euro per terminare il film. Così, quando l’undici gennaio, alla cineteca di Bologna è stato presentato il progetto, proiettando cinque minuti del lavoro realizzato, è stata lanciata una sottoscrizione popolare intestata al comitato A Silvio… dalla Sicilia con Amore – Banca Unicredit, Agenzia Roma San Pantaleo – 36011; IBAN: IT32W0200805022000101752854.
La biografia di Eugene Hütz (Yevheniy Oleksandrovych Nikolayev Simonov) è fatta di viaggi, contaminazioni, scoperte, esperienze di ogni genere: esattamente come la sua musica.
Nato nei pressi di Kiev, in Ucraina, nel 1986 fugge con la famiglia dal disastro di Cernobyl e si trova a vagare per sette anni in vari campi profughi di Austria, Polonia, Ungheria e Italia. Dopo varie vicissitudini si trova a New York dove, nel 1997, fonda i Gogol Bordello. L’omaggio all’Italia non si ferma al nome del gruppo («Ho molta più nostalgia del mio anno in Italia che della mia infanzia a Kiev»); nel 2005 canta Santa Marinella, dove mescola ucraino e bestemmie in italiano. Santa Marinella è la località (vicino Roma) dove il leader del gruppo aveva trascorso parte del suo soggiorno italiano, ma nella canzone si citano anche Piazza Navona, dove suonava, e Palestrina.
Il 14 settembre scorso si è aperta a Roma, negli spazi delle Officine Farneto, in prossimità dello Stadio Olimpico, un' eccezionale esposizione di autentici corpi umani, dissezionati e conservati con la tecnica della plastinazione.
Padre della mostra è il Dottor Guhther von Hagens il quale illustra, attraverso più di duecento organi e sezioni e venti corpi interi plastinati, l'inizio della vita e le patologie che possono alterarne o limitarne il funzionamento.
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