In un contesto globale segnato da crisi e instabilità, l’arte contemporanea assume sempre più il ruolo di spazio di ascolto, riflessione e cura collettiva.
In un contesto globale segnato da crisi e instabilità, l’arte contemporanea assume sempre più il ruolo di spazio di ascolto, riflessione e cura collettiva.
Una lingua è un sistema articolato di segni, suoni e simboli utilizzato da un gruppo di parlanti per comunicare tra loro, per esprimere pensieri, emozioni, idee e concetti. Cosa accade quando una lingua prende forma dall’immaginario di un artista, evolve nel tempo, si plasma fino a diventare lineare e strutturata ma priva di significato apparente?
I lettori più attenti si saranno accorti ormai da tempo quale sia il tono che accompagna i miei articoli che riguardano l’arte contemporanea. In genere al tentativo di proporre un’analisi delle opere, aggiungo inevitabilmente una sferzata che prende di mira il messaggio fin troppo effimero dell’artista di turno. In questa personale valutazione ammetto di temere l’ebrezza d’essere il solo a pensarla così. E invece, scopro con mio grande piacere quanto possa essere ben più articolata e autorevole la descrizione di un critico d’arte come Andrea Barretta.
Il legame tra arte e sport in età contemporanea non è così impossibile da individuare, come in apparenza si potrebbe pensare, e durante il corso del primo Novecento, periodo in cui sia l’arte che lo sport si aggiornano e si diffondono in maniera sempre più capillare nella società italiana, un contributo importante in questo ambito è stato offerto da un artista tra i più rinomati e influenti: Umberto Boccioni.
Tempo fa espressi tra le pagine di questo sito tutta la mia perplessità riguardo all'arte contemporanea, perplessità che si scontravano col fatto che l'intero sistema dell'arte e della cultura sembra voler ragionare in maniera opposta alla mia. Ma è pur vero che tra la gente comune è evidente un certo sbandamento di fronte alle opere contemporanee, se non un vero e proprio rifiuto. In parte è l'interpretazione che abbiamo dato dell'incendio della Venere degli stracci a Napoli o di uno sputo ad un'opera di Lucio Fontana avvenuto anni fa a Roma. Questo sentimento particolarmente vivo nella gente comune è stato raccontato persino in un episodio del film Dove vai in vacanza? del 1978.
L'ukiyo-e, tradizionalmente conosciuto come l'arte della xilografia giapponese, ha radici profonde nella cultura e nella storia del Giappone. Ma, come ogni forma d'arte resiliente, si è evoluto nel tempo, abbracciando cambiamenti e influenze esterne. Mentre una volta ritraeva belle geishe, audaci samurai e paesaggi tranquilli, oggi l'ukiyo-e ha trovato un nuovo respiro nella cultura pop, specialmente nel manga e negli anime.
Per me, i dipinti non esistono solo per esprimere qualcosa, ma anche come mezzo per due persone per connettersi tra loro e per condividere quell'emozione.
Il 12 luglio è stato appiccato un incendio all'opera di Michelangelo Pistoletto la Venere degli stracci. Si tratta di un'installazione finanziata dal Comune di Napoli per arricchire l'offerta culturale della città. L'opera però è stata distrutta da un incendio doloso. Qui su Elapsus ci chiariamo: è possibile che sia stata distrutta come atto di disprezzo nei confronti di un'opera brutta e incomprensibile?
Il mondo dell’arte contemporanea vive di sfaccettature mutevoli e di nomi che cercano la propria affermazione con stili alternativi e, talvolta, dissacranti. Non sempre apprezzati, o, talvolta, estremamente osannati, gli artisti della neo-contemporaneità vogliono, con una sempre più pressante volontà, approcciarsi al mondo odierno, alle tematiche sociali e prestarsi come mezzo sussidiario affinché tematiche di forte pregnanza socio-culturale assumano risonanza e rilevanza. È quello che nel non troppo lontano 2002 ha iniziato a fare Banksy e che, sotto la sua influenza, hanno deciso di fare molti altri artisti, anonimi e non. Questo è proprio il caso di Laika.
La mostra inaugurata il 6 luglio e in corso fino al 16 settembre presso la Sala 1- Centro Internazionale d’arte Contemporanea di Roma, curata da Pavel Zoubok, presenta le innovative sculture di Ezio Cicciarella e del duo di artisti Venske & Spänle.
Alberto Giacometti è uno degli artisti più noti del Novecento per le sue rivoluzionarie sculture filiforme, che invitano lo spettatore a riflettere sul significato dell’essere umano nel mondo moderno. È stato un pioniere nell’esplorazione dei nuovi concetti di Spazio e Tempo nell’ambito della scultura e attraverso le sue innovative opere ha offerto un ritratto profondo e provocatorio dell’uomo contemporaneo, influenzato dall’Esistenzialismo che permeava la società del suo tempo.
Trascorsi due anni dalla pubblicazione del libro artistico Mente Occhi Cuore, Giuseppina Irene Groccia esperisce se stessa nuovamente: questa volta circoscrive la propria ricerca al suolo della fotografia, indagandone le potenzialità empatiche rispetto alle atmosfere umane. La sintesi delle sue sperimentazioni emerge dal confronto con l'acromatismo del nero. Paradossalmente, la voracità di quest’ultimo, che divora ogni altro colore, è pari alla sua gratitudine: egli afferma, infatti, le immagini impressevi. Così Giuseppina sceglie di porsi in dialogo col “nulla” assoluto: attraverso il click ruba, quindi, i profili e li filtra, poi, attraverso pensieri, intuizioni, versi erratici dell’anima e della mente. Gioco o giogo, l’artista sfuoca la realtà, ‘sì che nascono visioni che la celano e nel contempo la lumeggiano. Pagine dark ammagliano scorci di pelle e mura, che si susseguono, mentre la lente frantuma le forme, anziché chiarirle, e le maschere celano le identità.
Tra le più grandi, più belle e attese mostre da non perdere nel 2023 in Italia c’è in calendario a Perugia, a cinquecento anni dalla scomparsa del celebre pittore perugino Pietro di Cristoforo Vannucci, una mostra dedicata al Perugino. La Galleria Nazionale dell’Umbria apre le porte ad una mostra dedicata al pittore e resa possibile grazie alla collaborazione e al coinvolgimento di alcuni importanti musei in Italia e all’estero che in occasione del quinto centenario della morte del Vannucci si sono resi partecipi di un evento unico che renderà il 2023 l’anno del Perugino.