Gershom Scholem è un eminente filosofo, teologo e studioso della mistica e della
cabala. E’ una figura di riferimento della cultura ebraica nonché del
sionismo. Un aspetto poco noto della sua vita riguarda una critica, fatta tramite lettera al filosofo
Franz Rosenzweig, in merito all’ipotesi dell’utilizzo dell’ebraico nel futuro Stato di
Israele. Questa lettera venne ritrovata tra le carte di Scholem nel marzo 1985 ma risale esattamente a un secolo fa. Qui la pubblichiamo tradotta integralmente dalla
versione inglese, mentre la versione originale era scritta in tedesco.
Nella lettera Scholem avverte che l’ebraico essendo la lingua della Torah e di altri testi religiosi va preservata e non sminuita. Utilizzarla come una lingua d’uso quotidiano equivale a non rispettarne il grande potere da essa contenuto. Egli afferma quindi, sulla base delle sue conoscenze esoteriche, che questo uso non idoneo potrebbe portare a grandi sventure per coloro che la parlano perché tale potere, insito nella lingua, potrebbe presto rivolgersi contro.