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28 marzo 2026

La letteratura russa è morta, viva la letteratura russa!

Se pensiamo alla letteratura russa pensiamo senz’altro ai grandissimi nomi del XIX secolo come Tolstoj, Dostoevskij o Gogol… se però vogliamo andare un po’ più a fondo e capire meglio i meccanismi e la relazione tra la Russia e i suoi letterati, non si può non prendere in considerazione alcuni autori che hanno scandito il ritmo della cultura russa nel periodo tra l’ascesa dell’Impero sovietico e il suo fisiologico declino…

4 gennaio 2026

Marina Cvetaeva e Anna Achmatova: poesia e potere nella Russia tra rivoluzione e totalitarismo

La poesia russa del XX secolo si sviluppa in un contesto storico di profonda trasformazione politica e sociale. La Rivoluzione del 1917, la guerra civile e l’instaurazione del regime sovietico determinano una pressione costante sugli individui, e in particolare sugli artisti. Marina Cvetaeva e Anna Achmatova emergono come due voci fondamentali della letteratura russa, entrambe confrontate con le forme di controllo politico e culturale imposte dal potere. Il presente saggio intende analizzare le strategie delle due poetesse, il loro rapporto con il potere e il ruolo della poesia come spazio di libertà e testimonianza, attraverso esempi testuali significativi.

26 dicembre 2025

"I demoni" di Dostevskij riletti attraverso la lente di Bauman e di Foucault

I Demoni, pubblicato nel 1872, rappresenta una delle opere più complesse di Dostoevskij, affrontando temi di rivoluzione, nichilismo, ideologia e corruzione morale. Il romanzo racconta di un gruppo di giovani radicali che cercano di scuotere l’ordine sociale attraverso manipolazione, violenza e progetti rivoluzionari, spesso guidati da motivazioni egoistiche o ideologiche.

17 dicembre 2025

"I Fratelli Karamazov" e la modernità liquida: Dostoevskij letto attraverso Zygmunt Bauman

Il romanzo I fratelli Karamazov (1880) di Fëdor Michajlovič Dostoevskij è tradizionalmente interpretato come un grande affresco teologico e morale della crisi dell’uomo moderno, sospeso tra fede e nichilismo, libertà e colpa, responsabilità e disperazione. Tuttavia, una rilettura sociologico-filosofica, condotta attraverso le categorie teoriche elaborate da Zygmunt Bauman nel XX secolo, consente di cogliere nel testo dostoevskiano una sorprendente capacità prefigurativa della condizione contemporanea. In particolare, il concetto di “modernità liquida” offre una chiave di lettura capace di mostrare come il romanzo metta in scena una forma di libertà slegata da legami stabili, da istituzioni credibili e da orizzonti condivisi, una libertà che non conduce all’emancipazione ma allo smarrimento.

Il presente saggio intende argomentare che I fratelli Karamazov può essere interpretato come un laboratorio narrativo della crisi della responsabilità che Bauman descriverà come tratto strutturale della società liquida. Attraverso l’analisi dei personaggi, della dinamica del parricidio e della figura di Alëša, si mostrerà come Dostoevskij anticipi, in forma letteraria, le principali aporie della modernità avanzata.

11 dicembre 2025

Raskol’nikov e il soggetto digitale tra Dostoevskij e Zygmunt Bauman


Il presente saggio analizza la trasformazione della nozione di colpa dall’età moderna all’era digitale attraverso un confronto tra la rappresentazione letteraria di Rodion Raskol’nikov in Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij e la teoria della “modernità liquida” elaborata da Zygmunt Bauman. Mentre in Dostoevskij la colpa si configura come un’esperienza interiore, tragica e potenzialmente redentiva, radicata in una forte interiorità morale, nella società contemporanea descritta da Bauman essa non scompare, ma si trasforma: perde profondità esistenziale e si frammenta in una responsabilità diffusa, spesso burocratica e impersonale, che indebolisce il legame tra azione, coscienza e senso del peccato. Il saggio mette in luce il passaggio da una “colpa verticale” a una “colpa reticolare”, riflettendo sulle implicazioni etiche e antropologiche di tale mutamento.

6 ottobre 2025

L’Anticristo di Vladimir S. Soloviev: il male ultimo come mimica seducente

Dalla Russia di fine ‘800 emerge un’opera tanto arcana quanto moderna, misteriosa nella sua potenza narrativa immaterica e, allo stesso tempo, di un pragmatismo tutto moscovita. L’autore, Vladimir Sergeevič Solov'ëv,  filosofo, teologo, critico letterario e poeta, ci pone davanti a una visione-racconto su come, quando e con quali connotazioni emergerà l’ultimo Nemico dell’Uomo. Egli, osannato dalle masse, verrà accolto come Salvatore dell’intera umanità. Una Collettività ignara di aver ceduto al sommo inganno della ragione, accecata da un mare di buon senso dove però risiede un vuoto senza ritorno.

14 aprile 2023

L’io del sottosuolo: emblema di una condizione collettiva

Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori.

Da questa presa di coscienza iniziale si avvia una delle opere del grande esponente della letteratura russa Fedor Dostoevskij, autore del celeberrimo Delitto e castigo, che più visceralmente scende nei meandri del subconscio. A parlare è l’uomo del sottosuolo, in un agognato monologo di critica sociale, che progressivamente va decostruendo i tanto esaltati valori positivistici mettendo in risalto una spinta all’autoumiliazione e alla ricerca della sofferenza, insita nella natura umana. Nel corso della sua analisi, l’uomo ripercorre i suoi ricordi passati, riflettendo un’agonia esistenziale ed un’inettitudine che lui stesso ripudia, ma dalla quale sembra non trovare via di fuga. Da qui deriva il suo allontanamento dalla vita sociale ed il suo rifugiarsi nel sottosuolo, appunto, per quarant’anni.

23 giugno 2022

Il dualismo ideologico della guerra in Ucraina

Un anno fa circa rimasi folgorato dalla lettura del saggio The game di Alessandro Baricco. Questo saggio mi colpì molto perché interpretava la società a seguito dell’avvento dei computer, degli smartphone e del digitale. La chiave di lettura proposta dall’autore ovviamente si applicava all’evoluzione comportamentale, ma questo approccio sembra oggi perfettamente applicabile ai contendenti della guerra in Ucraina. Ognuno di essi infatti interpreta il mondo secondo due prospettive che evidenziano l’uno l’interpretazione labile e contraddittoria della cultura digitale, l’altro quella statica e ideologizzata di chiara matrice Novecentesca.

26 febbraio 2018

La vita sospesa della Crimea

Sebastopoli
Memoriale al soldato e al marinaio a Sebastopoli

Quando si atterra all'aeroporto di Sinferopoli si ha subito la sensazione d'essere giunti in un luogo sospeso dove sembra di dover trattenere il fiato per respirare il più tardi possibile.
Appena aperte le porte dell’aeromobile il mio primo pensiero è stato quello di verificare se fosse vero il fatto che la mia SIM non avrebbe ricevuto alcun segnale di rete: il mio smartphone in effetti mostrava degli strani asterischi al posto del nome e delle tacche del gestore di telefonia locale, a conferma di quanto detto. Questo blackout del roaming per i gestori occidentali vige in tutta la Crimea, salvo non volerla aggirare acquistando una scheda locale. Tutto ciò mi pone nella spiacevole sensazione di sentirmi un fuorilegge, come una persona che non rispetta i dettami delle sanzioni internazionali imposte alla penisola. Questo particolare status faceva temere ai miei parenti a casa l’idea che la regione fosse pericolosa, magari per la presenza dei militari “invasori” per le strade, con posti di blocco e sacchi di sabbia a protezione dei punti sensibili… E invece nulla di tutto ciò era vero.

2 novembre 2017

Il grande inquisitore ovvero l’oscura natura del potere


Quando per la prima volta lessi il capitolo de Il grande inquisitore all’interno de I fratelli Karamazov di Dostoevskij non mi resi conto della portata del testo, anzi ricordo che mi parve qualcosa di strano, tanto da non riporre l’attenzione di cui necessitava; è stato poi il suggerimento di un amico a farmi riprendere il testo, scoprendo quanto fosse pregno di sconvolgenti verità.
La leggenda del Grande inquisitore è molto citata nell’ambito della critica letteraria ma anche in ambito cattolico. In genere si sottolinea la potenza del messaggio e la forza con cui Dostoevskij esprime l’incapacità dell’uomo nel gestire l’ebrezza della libertà che gli è stata donata con la venuta di Cristo. È evidente una feroce critica all’ortodossia cattolica che in genere viene mitigata nei libri e negli articoli, ma nello stesso tempo c’è una comprensione delle sue drammatiche ragioni. Ciò porta ad un generico disinteresse verso le parti più scomode e irriverenti, forse perché ci si ostina nel leggere il testo seguendo solo un punto di vista “politicamente corretto”. La Chiesa Cattolica quindi ne esce devastata e compatita, secondo logiche che verranno man mano esposte in questo articolo.

23 luglio 2013

Libri illeggibili | Il dono, V. Nabokov


Il dono

Immaginate una storia ambientata fra gli immigrati russi a Berlino nei primi anni trenta del Novecento. Immaginate un poeta aspirante scrittore di nome Fëdor Konstantinovič Godunov-Čerdyncev. Immaginate una manciata di bizzarri russi, intellettuali o pseudo tali, dai nomi impronunciabili: Georgij Ivanovič Vasil’ev, Ljubov’ Markovna, Aleksandra Jakovlevna Černyševskaja, Elizaveta Pavlovna.

Questi sono alcuni degli ingredienti de Il dono, il mattone che l’immenso Vladimiri Nabokov ha scritto fra il 1935 e il 1937. La scrittura densa, pastosa, ricchissima, munifica di metafore spiazzanti e minuziosissime descrizioni non si discute: un paradiso per chi ama la prosa ipercalorica, un inferno per chi vacilla alle prime singolarità linguistiche. Però, basta descrivere la struttura della trama per comprenderne la potenziale illeggibilità.


24 gennaio 2013

Lo sceneggiato televisivo L'idiota di Dostoevskij


E' grazie alla memoria di internet, all'interessamento di qualche anonimo utente che la storia della televisione si salva divenendo accessibile a tutti... Facendo una ricerca su Youtube ho trovato, con mio sommo piacere, alcuni degli sceneggiati televisivi prodotti dalla RAIPer chi ha una certa età questi sceneggiati erano un appuntamento fisso in quella TV dell'epoca ad un solo canale ed in bianco e nero. Ma la bellezza di quelle produzioni consisteva soprattutto nel vero ruolo culturale che allora la RAI svolgeva.

22 ottobre 2012

Dostoevskij e l'uccisione del padre - Sigmund Freud (Saggio - 1928)

Dostoevskij e l'uccisione del padre


Ora tu sei il padre, ma il padre morto; il meccanismo abituale dei sintomi isterici. E dunque: ora il padre ti uccide. Per l'Io il sintomo di morte è un soddisfacimento della fantasia del desiderio maschile e, al tempo stesso, un soddisfacimento masochistico; per il Super-io un soddisfacimento punitivo, ovvero un soddisfacimento sadico. Entrambi, Io e Super-io, continuano a recitare la parte del padre.
In questo breve saggio Freud non discute sul Dostoevskij artista; lo paragona a Shakespeare ed è lampante che sia un autore che ama. L'analisi invece inizia quando Freud si concentra sul non apprezzato Dostoevskij moralista, l'uomo che aspira alla santità, che si sente vicino a Cristo e a un'idea di liberazione dell'uomo inumana. Lo scrittore peccherebbe, infatti, della mancata rinuncia del peccato in modo da non pentirsi un attimo dopo. Un moralista dunque che vive imbevuto di sensi di colpa; che è sadico e masochista al contempo. Ambivalenza quest'ultima che farebbe di Dostoevskij un nevrotico. E l'epilessia, manifestata violentemente quando morì il padre, ne sarebbe solo il sintomo. Freud vede, inoltre, una disposizione inaccettabilmente bisessuale che rafforzerebbe ancora di più la nevrosi. Ecco quindi spiegate le manie dello scrittore russo, le sue difficoltà relazionali, il vizio ossessivo e punitivo per il gioco.

20 agosto 2012

Memorie del sottosuolo - Fedor Dostoevskij

Memorie del sottosuolo
Sono un uomo malato... Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; beh, almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza colto per non essere superstizioso, ma lo sono.)Nossignori, non voglio curarmi per cattiveria. Ecco, probabilmente voi questo non lo capirete. Be', io invece lo capisco. Io, s'intende, non saprei spiegarvi a chi esattamente faccia dispetto in questo caso con la mia cattiveria; so perfettamente che neppure ai medici potrò farla non curandomi da loro; so meglio di chiunque altro che con tutto ciò nuocerò unicamente a me stesso e a nessun altro. E tuttavia, se non mi curo, è per cattiveria. Il fegato mi fa male, e allora avanti, che faccia ancor più male!

«Ci sono autori per cui non servono introduzioni. La lettura delle loro opere è un rischio che ogni lettore deve correre in modo individuale, autonomo: troverà sempre una risposta, che nessun altro gli potrà mai suggerire.» (Fausto Malcovati, introduzione alle “Memorie del sottosuolo“ di Fedor Dostoevskij).

23 marzo 2012

Puskin - Poesie (audiolettura)

Puškin

Aleksandr Sergeevič Puškin è considerato il più grande poeta russo (l'equivalente di Dante per noi italiani), colui cioè che ha fondato la lingua letteraria russa e ne ha dato effettivo valore. Per questa ragione il suo volto e la sua poesia sono celebrati in ogni dove in Russia.
La sua produzione spazia dalle poesie, ai poemi, alle fiabe, teatro e saggi. In questo caso proponiamo l'audiolettura di due poesie Elegìa, una poesia scritta sette anni prima della morte in cui il poeta preclude la sua sensazione di morte e il suo ricordo del passato. La seconda Di voi mi innamorai è una vera e propria poesia d'amore.

2 novembre 2011

Arca Russa, Sokurov (2002)


Un uomo non meglio identificato (e invisibile) si ritrova all'interno di un edificio dove incontra un ex diplomatico francese con cui inizia un tour all'interno delle sfarzose stanze del Palazzo dell'Hermitage di San Pietroburgo. Durante la visita i due osservatori discorrono dell'arte del museo ma anche della storia e del carattere della Russia. Tra le stanze si incrocia il presente col passato, l'attuale direttore del museo e l'Imperatrice Caterina II, gli zar Nicola I e II e persino Pietro il Grande. In un incedere voyeristico di personaggi in costume, dialoghi e gesti di vita imperiale: una cerimonia di scuse ufficiali dello Scià di Persia, un ballo in pompa magna, una sfilata di soldati e persino una prova teatrale...

31 dicembre 2009

Dostoevskij - I demoni (audiolettura)

Fëdor Dostoevskij

E' certamente uno dei passaggi più alti della letteratura ciò che Fëdor Dostoevskij nei Demoni fa dire e poi compiere a Kirillov, l'affermazione del libero arbitrio umano e dunque dell'inesistenza di Dio. Nel suicidio Kirillov cerca di compiere un atto contrario ad imitazione di Cristo, un atto contrario che faccia svelare lcosì a grande menzogna umana. Ma con lui c'è anche Pëtr Stepanovič il quale vorrebbe usare la sua volontà per firmare un'autoaccusa che permetta a lui e al gruppo terrorista di cui fa parte, di farla franca.

29 luglio 2009

Gogol - Le anime morte (audiolettura)

gogol

Pavel Ivanovič Čičikov è un uomo furbo oltreché abile, perchè compra le "anime morte", ossia quei contadini morti ma che per l'anagrafe ufficiale non lo sono ancora. L'acquisto di anime morte serve a Čičikov per ottenere un "capitale" umano da rivendere per ottenere vantaggi per la sua posizione sociale.