L’ho trovato. Per caso, sul Kindle… Mai visto, mai sentito. Il titolo mi incuriosisce: Vai all’inferno, Dante! Sempre a caccia di nuovi libri adatti ai miei ragazzi, che infiammino la loro voglia di leggere (che disperazione fare la prof. di Lettere nel 2026…quando Instagram e TikTok ammiccano seducenti con i loro shorts davanti a milioni di adolescenti che, con scrollo compulsivo, immagazzinano immagini e spot verbali con grata ingordigia della società più social di sempre e le cataste di libri si accasciano moribonde sul luccichio spento degli antichi splendori). E questa (quella tra parentesi) è la premessa. La sindrome della lettrice che è in me vorrebbe, in un fantasmagorico mondo di parole che volano su unicorni, che i miei alunni provassero quella sensazione. Lo so che, almeno una volta nella vita, ha pervaso anche voi… Mia sorella Sonia, per esempio, la sentì quando, ancora nel decennio dei vent’anni, le passai L’assommoir di Zola. Io, studentessa universitaria dalla lettura internazionale ancora acerba, ero stata costretta a leggerlo per l’esame di Lingua e Letteratura francese e lo avevo divorato. Entusiasta, lo avevo raccomandato a lei. In preda a un demone non meglio identificato, mia sorella aveva vissuto quei giorni implorando il sopraggiungere delle tenebre per andare a letto con le gallinelle del pollaio di casa ed immergersi in quelle pagine un po’ ruvide e ingiallite, tipiche delle edizioni tascabili, quelle con la copertina flessibile, che alla fine, per un’eccessiva flessione, appaiono lacere come la pelle di un paio di sneakers troppo consumate. Ecco, è quella la sensazione! La mente ingombra per i troppi pensieri, le frasi più belle che vorresti memorizzare e ti sfuggono come spiritelli dispettosi, un velo di tristezza perché il libro “è già finito” ed un sorriso tra l’ebete e il soddisfatto, che ti fa venire voglia di iniziare subito un nuovo romanzo. Sì, perché di quella sensazione non puoi e non vuoi fare più a meno.
20 luglio 2026
13 luglio 2026
1 luglio 2026
L’insostenibile necessità della fuga in Luigi Pirandello: le tre vie illusorie per la libertà
Per Luigi Pirandello burocrazia, lavoro, famiglia e identità sono trappole che tengono prigionieri uomini e donne alla ricerca di una via di fuga per la libertà
18 giugno 2026
Tecnica, megamacchina e natura ibrida dell’uomo: il confronto tra Günther Anders e Jacques Ellul
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| Jacques Ellul | Günther Anders |
Questo articolo esamina la convergenza tra Jacques Ellul e Günther Anders nella loro diagnosi della tecnica moderna come ordine autonomo e totalizzante. Ellul descrive l'ascesa di un ambiente tecnico sistemico e autoregolato che riorganizza la percezione, le strutture sociali e l'azione politica secondo la logica dell'efficienza. Anders, attraverso i concetti di "vergogna prometeica" e "megamacchina", interpreta l'essere umano come sempre più obsoleto rispetto agli apparati tecnici perfezionati. Entrambi gli autori anticipano i dibattiti odierni su automazione, governance algoritmica, sorveglianza e potenziamento umano, evidenziando la crescente sproporzione tra potere tecnico e capacità morale o immaginativa. Le loro analisi mostrano tuttavia dei limiti strutturali, in particolare il rischio di attribuire agency alla tecnica stessa e di sottovalutare modelli cosmotecnici alternativi. L'articolo sostiene che la filosofia può ancora offrire una resistenza simbolica, ripristinando misura e responsabilità all'interno della condizione tecnologica.
(Articolo pubblicato in “Mechane”, n.10, 2025, Mimesis, Milano-Udine)
4 giugno 2026
Sonata a Kreutzer e La mite: gli angoli più oscuri del matrimonio
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Due tra i più grandi rappresentanti in assoluto della letteratura di tutti i tempi, Dostoevskij e Tolstoj, descrivono in due brevissimi romanzi le ombre che si celano dietro il legame matrimoniale e l’istituzione stessa del matrimonio; ne deriva un’analisi interessante che rimane profondamente incisiva e attuale oggi più che mai.
1 giugno 2026
Il razzismo americano: una malattia incurabile
17 aprile 2026
Da Gogol’ a Maria Castellitto, le relazioni inaspettate
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Possono due storie all’apparenza così distanti, scritte a quasi due secoli di distanza l’una dall’altra, essere in realtà molto più assimilabili e in dialogo tra loro di quanto non sembri? È probabilmente questo il caso del racconto Memorie di un pazzo scritto dall’immenso autore russo Nikolaj Gogol’ e Menodramma, romanzo scritto dalla giovanissima e promettente Maria Castellitto, che ci portano entrambi all’interno di una crisi interiore (la quale, in quanto umana, diventa a sua volta automaticamente universale).
13 aprile 2026
Lo specchio e la finestra. Scrivere nell'era dell'intelligenza artificiale
Cosa succede quando si delega la scrittura all’intelligenza artificiale? Il dibattito sul suo utilizzo è polarizzato: chi la rifiuta e chi la considera un supporto lecito per l’attività creativa. Come per qualsiasi strumento, il punto non è soltanto la qualità del prodotto, ma cosa accade a chi smette di scrivere. Quello che rischiamo di perdere va oltre il testo. È il modo in cui, scrivendolo, chiariamo il nostro stesso pensiero.
9 aprile 2026
Il paese senza adulti: la vita non è una cosa da bambini
Bambini… Quante volte abbiamo immaginato di essere ancora bambini? Quel mondo spensierato, fatto di unicorni e zucchero filato, di arcobaleni e nuvole a forma di cuore… Che paese magnifico! Uno Stato senza violenza, un paese senza guerre e senza invidie, senza pregiudizi e senza paura, superbia o rabbia… Un paese senza adulti… L’autrice, Ondine Khayat, dotata di straordinaria sensibilità e di una penna irresistibilmente attraente, non avrebbe potuto scegliere titolo migliore. “Il paese senza adulti” assume, sotto l’urto della focalizzazione infantile, i tratti inediti di una dimensione metafisica, dove i bambini del mondo possano essere felici, sappiano ancora sorridere e sperare, quando la vita vera diventa un incubo, miliardi di incubi e il cielo è nero e le mousse al cioccolato si trasformano in fango scuro che imbratta sogni e colori.
6 aprile 2026
3 aprile 2026
Walter Siti e il Bene della letteratura
28 marzo 2026
La letteratura russa è morta, viva la letteratura russa!
Se pensiamo alla letteratura russa pensiamo senz’altro ai grandissimi nomi del XIX secolo come Tolstoj, Dostoevskij o Gogol… se però vogliamo andare un po’ più a fondo e capire meglio i meccanismi e la relazione tra la Russia e i suoi letterati, non si può non prendere in considerazione alcuni autori che hanno scandito il ritmo della cultura russa nel periodo tra l’ascesa dell’Impero sovietico e il suo fisiologico declino…
19 marzo 2026
La virtù della costanza nell’epica rinascimentale: Il Costante di Francesco Bolognetti
Nel panorama della letteratura italiana del Cinquecento esistono opere che, pur nate con ambizioni elevate, sono progressivamente scomparse dalla memoria culturale. Tra queste si colloca Il Costante, poema epico composto da Francesco Bolognetti, autore bolognese attivo nella seconda metà del XVI secolo. L’opera, strutturata in sedici libri e scritta in ottave, rappresenta uno dei tentativi più significativi di rinnovare l’epica italiana dopo il successo travolgente dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. Attraverso la figura di un eroe fedele fino al sacrificio, Bolognetti costruisce una narrazione che riflette profondamente sulle virtù morali e civili celebrate dall’umanesimo rinascimentale. Sebbene oggi il poema sia quasi dimenticato, la sua lettura permette di comprendere meglio le tensioni culturali e letterarie di un’epoca che cercava nuovi modelli per l’epica moderna.
3 marzo 2026
L'umano senza apprendistato: la Creatura di Frankenstein e Denji di Chainsaw Man
Cosa hanno in comune la Creatura di Frankenstein di Mary Shelley e Denji di Chainsaw Man di Tatsuki Fujimoto? Non la violenza, non il corpo mostruoso, non il rifiuto sociale. Quello che li accomuna è più preciso e più scomodo: nessuno dei due ha avuto un'infanzia. Entrambi vengono costruiti per servire, uno dalla scienza ottocentesca, l'altro dall'economia neoliberale giapponese, e nessuno dei due riceve gli strumenti per essere qualcosa di più di uno strumento. Questo articolo sostiene che la modernità produce, in epoche diverse, soggetti biologicamente umani ma socialmente non formati, e che la cultura li chiama mostri perché non sa dove altro collocarli.
28 febbraio 2026
La forma della modernità: essere moderni in un mondo contemporaneo
19 febbraio 2026
Dai roghi alla censura: storia di un lungo medioevo
La tecnica della stampa fu inventata nella seconda metà del Quattrocento a Magonza. Danke, Herr Gutenberg! Ne conseguì che la meccanizzazione della produzione di testi scritti (non solo libri) rese molto più rapida la diffusione del sapere. Poteva mai la Chiesa, specie in quel periodo denso di oscurantismo, starsene a guardare? Certo che no. Il Vaticano decise di elaborare al più presto nuove forme di controllo. Detto, fatto: nel 1559 papa Paolo IV, non a caso passato alla storia come il Papa Inquisitore, poco prima di morire il 18 agosto, come ultima e decisiva volontà firmò il famigerato Index librorum prohibitorum, da allora in poi aggiornato periodicamente (si contano una ventina di aggiornamenti ufficiali) fino al Novecento, quando la Congregazione per la dottrina della fede decise di sopprimerlo definitivamente il 4 febbraio del 1966. Tecnicamente l'Index fu abrogato nel contesto delle riforme introdotte dal Concilio Vaticano II, sotto papa Paolo VI.
16 febbraio 2026
Il 7 ottobre somiglia troppo a un'operazione sotto falsa bandiera
21 gennaio 2026
La siepe Quantistica di Recanati
7 gennaio 2026
La profonda vertigine nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto
Richiami intertestuali, bizzarria e pretese di credibilità: un carosello vertiginoso che rivela l’inquietante disordine del mondo
26 dicembre 2025
"I demoni" di Dostevskij riletti attraverso la lente di Bauman e di Foucault
I Demoni, pubblicato nel 1872, rappresenta una delle opere più complesse di Dostoevskij, affrontando temi di rivoluzione, nichilismo, ideologia e corruzione morale. Il romanzo racconta di un gruppo di giovani radicali che cercano di scuotere l’ordine sociale attraverso manipolazione, violenza e progetti rivoluzionari, spesso guidati da motivazioni egoistiche o ideologiche.




