1 agosto 2026

La peccatrice: tra finzione e vero storico, il destino di una sventurata

La bambina Artemisia assiste alla decapitazione di Beatrice Cenci: incarnazioni volgari di Eva tentatrice, provocano, annichiliscono la volontà dell’uomo, lo irretiscono con l’incanto delle loro arti muliebri, sono esse stesse il Peccato.
Questo è il filo rosso (sangue, da lettera scarlatta) che lega il destino delle due protagoniste di Elizabeth Fremantle, nell’indistricabile groviglio di amore, morte, vendetta e delirio. Dopo La disobbediente, che la sua fascinazione aveva rivolto alla riscrittura del beffardo gioco machista di una pittrice geniale tra pittori (maschi) spesso mediocri, la Fremantle, con la sua potente carica evocativa, questa volta decide di dare voce a lei, Beatrice Cenci, sviluppando una sorta di prequel non canonico, tessendo con dovizia di dettagli il drammatico ordito della sua vicenda, la cui morte capitale in piazza tanto aveva impressionato la piccola Artemisia. E se le due eroine, per questioni evidentemente anagrafiche e temporali, non si incontreranno mai, l’autrice ne traccia un’ideale continuità, rivelandone pensieri e tempestosi sentimenti, custodendone segreti e non-detti, che suggellano due storie tristi, per motivi diversi certo, ma pur sempre tristi.

29 luglio 2026

NATO, Gladio e le stragi: il dubbio che attraversa la Repubblica

Esistono domande che la storia non riesce a chiudere, non perché manchino i documenti, ma perché i documenti, talvolta, sembrano aprire abissi più profondi delle risposte. Ferdinando Imposimato, magistrato abituato a muoversi tra terrorismo, criminalità organizzata e apparati dello Stato, ha lasciato una tesi destinata a disturbare la coscienza repubblicana: dietro alcune delle grandi stragi italiane non vi sarebbe soltanto la mano esecutiva dell’eversione nera o della mafia, ma l’ombra di un sistema più vasto, interno alla logica della Guerra fredda, capace di proteggere, orientare e forse utilizzare quelle forze.

27 luglio 2026

Antonio Fontanesi conquista il Giappone: oltre 200 opere in una grande mostra tra Kyoto, Tokyo e Nagoya

Antonio Fontanesi. Transcending Landscape. A European Artist at the Opening of Japan è il grande progetto espositivo internazionale promosso dalla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e dalla Fondazione Torino Musei in occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.
Curata da Elena Volpato e Alessandro Botta, la mostra sarà ospitata dal National Museum of Modern Art di Kyoto (18 luglio – 4 ottobre 2026), dal Mitsubishi Ichigokan Museum di Tokyo (17 ottobre 2026 – 24 gennaio 2027) e dal Nagoya City Art Museum (6 febbraio – 4 aprile 2027), rafforzando il dialogo culturale tra i due Paesi attraverso uno dei più importanti protagonisti della pittura europea dell’Ottocento.

23 luglio 2026

Ilaria Alpi e Miran Hrovatin: il vuoto tra due fotogrammi

Traffici d’armi, rifiuti tossici e depistaggi: il caso che continua a interrogare l’Italia

20 luglio 2026

Vai all'inferno, Dante! Che storia...

L’ho trovato. Per caso, sul Kindle… Mai visto, mai sentito. Il titolo mi incuriosisce: Vai all’inferno, Dante! Sempre a caccia di nuovi libri adatti ai miei ragazzi, che infiammino la loro voglia di leggere (che disperazione fare la prof. di Lettere nel 2026…quando Instagram e TikTok ammiccano seducenti con i loro shorts davanti a milioni di adolescenti che, con scrollo compulsivo, immagazzinano immagini e spot verbali con grata ingordigia della società più social di sempre e le cataste di libri si accasciano moribonde sul luccichio spento degli antichi splendori). E questa (quella tra parentesi) è la premessa. La sindrome della lettrice che è in me vorrebbe, in un fantasmagorico mondo di parole che volano su unicorni, che i miei alunni provassero quella sensazione. Lo so che, almeno una volta nella vita, ha pervaso anche voi… Mia sorella Sonia, per esempio, la sentì quando, ancora nel decennio dei vent’anni, le passai L’assommoir di Zola. Io, studentessa universitaria dalla lettura internazionale ancora acerba, ero stata costretta a leggerlo per l’esame di Lingua e Letteratura francese e lo avevo divorato. Entusiasta, lo avevo raccomandato a lei. In preda a un demone non meglio identificato, mia sorella aveva vissuto quei giorni implorando il sopraggiungere delle tenebre per andare a letto con le gallinelle del pollaio di casa ed immergersi in quelle pagine un po’ ruvide e ingiallite, tipiche delle edizioni tascabili, quelle con la copertina flessibile, che alla fine, per un’eccessiva flessione, appaiono lacere come la pelle di un paio di sneakers troppo consumate. Ecco, è quella la sensazione! La mente ingombra per i troppi pensieri, le frasi più belle che vorresti memorizzare e ti sfuggono come spiritelli dispettosi, un velo di tristezza perché il libro “è già finito” ed un sorriso tra l’ebete e il soddisfatto, che ti fa venire voglia di iniziare subito un nuovo romanzo. Sì, perché di quella sensazione non puoi e non vuoi fare più a meno. 

16 luglio 2026

L’arte sorretta dalla parola

Quando si parla o si commenta l’arte contemporanea, in genere ci si astiene dal formulare giudizi precisi: al massimo si esprime la propria incapacità nel capirla o nell’apprezzarla. Questo approccio nasce dallo stravolgimento del suo linguaggio, ormai da tempo sganciato da canoni estetici, ma soprattutto perché essa si esprime in maniera sempre più freddamente celebrale. Anche i mezzi di informazione si astengono dal fare delle valutazioni, come all’opposto avviene per un film, perché il linguaggio dell’arte è divenuto astruso ma anche molto scivoloso da maneggiare. Tuttavia in questo conformismo diffuso ci sono dei critici come Andrea Barretta che giungono a delle conclusioni nette già sin titolo dell’ultimo libro: L’arte sorretta dalla parola.

13 luglio 2026

Blue Moon, l’ombra chimica degli anni Settanta

Droga, guerra psicologica e archivi incompleti: quando la storia italiana diventa una domanda.

10 luglio 2026

Coscienza: quando l'intelligenza artificiale si confronta con il mistero della vita

La scultura di Luca Berno e il limite ultimo della conoscenza umana

7 luglio 2026

Dal mito della Dolce Vita ai social: come cambia l’idea di bellezza femminile

Dalla sensualità senza tempo delle dive del cinema italiano agli algoritmi dei social network, il modo di raccontare il corpo femminile continua a trasformarsi. Ogni epoca sembra proporre un proprio modello estetico dominante, spesso destinato a essere sostituito da quello successivo. Oggi il ritorno delle forme morbide viene interpretato da molti come un segnale di cambiamento, ma la domanda resta aperta: stiamo assistendo a una maggiore libertà di espressione o semplicemente all’alternarsi di nuovi canoni?

4 luglio 2026

Pappagalli verdi: l'umanità di un dottore tra le follie della guerra

Gino Strada è stato il fondatore di Emergency, e nel 1999 raccolse in questo libro, Pappagalli Verdi, le sue esperienze come chirurgo vissute in alcune zone del mondo dilaniate dalla guerra. Si tratta di memorie, ricordi, episodi, ma anche riflessioni, che riaffiorano ancora ben nitide alla mente del dottore e che lui trascrive con una cura delicata e rispettosa per chi della guerra ne porterà addosso per sempre il segno.

1 luglio 2026

L’insostenibile necessità della fuga in Luigi Pirandello: le tre vie illusorie per la libertà

Per Luigi Pirandello burocrazia, lavoro, famiglia e identità sono trappole che tengono prigionieri uomini e donne alla ricerca di una via di fuga per la libertà 

22 giugno 2026

Claude Shannon, il ragazzo che trasformò l’interruttore in linguaggio

Dalla tesi del 1937 al MIT alla teoria dell’informazione del 1948: la storia dello scienziato che ha dato forma al digitale e parla ancora all’intelligenza artificiale.

18 giugno 2026

Tecnica, megamacchina e natura ibrida dell’uomo: il confronto tra Günther Anders e Jacques Ellul

Jacques Ellul Günther Anders

Questo articolo esamina la convergenza tra Jacques Ellul e Günther Anders nella loro diagnosi della tecnica moderna come ordine autonomo e totalizzante. Ellul descrive l'ascesa di un ambiente tecnico sistemico e autoregolato che riorganizza la percezione, le strutture sociali e l'azione politica secondo la logica dell'efficienza. Anders, attraverso i concetti di "vergogna prometeica" e "megamacchina", interpreta l'essere umano come sempre più obsoleto rispetto agli apparati tecnici perfezionati. Entrambi gli autori anticipano i dibattiti odierni su automazione, governance algoritmica, sorveglianza e potenziamento umano, evidenziando la crescente sproporzione tra potere tecnico e capacità morale o immaginativa. Le loro analisi mostrano tuttavia dei limiti strutturali, in particolare il rischio di attribuire agency alla tecnica stessa e di sottovalutare modelli cosmotecnici alternativi. L'articolo sostiene che la filosofia può ancora offrire una resistenza simbolica, ripristinando misura e responsabilità all'interno della condizione tecnologica. 

(Articolo pubblicato in “Mechane”, n.10, 2025, Mimesis, Milano-Udine)

12 giugno 2026

Capire l’intelligenza artificiale: tra linguaggio, conoscenza e responsabilità: intervista a Giovanni Di Trapani


L'intelligenza artificiale è un argomento inevitabile, essendo una tecnologia attualissima. Per chiarire i dubbi principali su come funzioni e su quali pericoli potenziali possa comportare, abbiamo rivolto le nostre domande a un collaboratore di Elapsus che l'argomento lo conosce bene. Giovanni Di Trapani ha sviscerato con i suoi articoli i vari aspetti dell'IA, qui proviamo a spingerci oltre ponendo nuovi interrogativi.

8 giugno 2026

"Gli anni ruggenti" di Luigi Zampa: la mostruosità dell’italiano medio

Poiché noi italiani non siamo che un popolo delinquente, conformista, colonialista, razzista, schiavista, qualunquista e fascista. 

4 giugno 2026

Sonata a Kreutzer e La mite: gli angoli più oscuri del matrimonio

Due tra i più grandi rappresentanti in assoluto della letteratura di tutti i tempi, Dostoevskij e Tolstoj, descrivono in due brevissimi romanzi le ombre che si celano dietro il legame matrimoniale e l’istituzione stessa del matrimonio; ne deriva un’analisi interessante che rimane profondamente incisiva e attuale oggi più che mai.

1 giugno 2026

Il razzismo americano: una malattia incurabile


Dalle piantagioni alla segregazione razziale.

Era il 22 giugno del 2020 quando l’agente di polizia Derek Chauvin uccideva soffocando con un ginocchio sul collo George Floyd, un uomo afroamericano il quale era sospettato di possedere una banconota falsa da 20 dollari.
Il 12 aprile del 2015, a ventiquattro anni, Freddie Gray, fermato mentre circolava con la sua bicicletta, venne assassinato dalla polizia dopo essere entrato in coma, morendo per un trauma alla spina dorsale.
Il 9 agosto 2014, la polizia di St. Louis sparò e uccise il diciottenne Michael Brown, sospettato di una rapina.
Il 26 febbraio del 2012, George Zimmerman, un vigilantes improvvisato, sparò ed uccise il diciassettenne Trayvon Martin, il quale era colpevole di camminare nel quartiere sbagliato.
La lista di afroamericani assassinati dalla polizia americana potrebbe essere ancora molto lunga e da molti di questi episodi di brutale violenza sono spesso sorti numerosi movimenti di protesta che hanno animato gli Stati Uniti.
Il caso di George Floyd ha riacceso animi di rivolta in milioni di persone in tutta l’America, ma queste proteste, spesso violentemente represse dalle forze dell’ordine, non sono riuscite a portare ad un sostanziale cambiamento della situazione. 
Il razzismo negli Stati Uniti non è infatti un semplice fenomeno che si può liquidare in poche righe, ma un vero e proprio pilastro della società e della cultura americana, con cui risulta sempre più necessario dover fare i conti, soprattutto a pochi mesi dalle nuove elezioni presidenziali.
La marcata differenza che ancora oggi si respira fra bianchi e neri nelle grandi città americane è il retaggio di un’intera storia di un Paese che ha costruito parte delle sue fondamenta sulla violenza dello sfruttatore sullo sfruttato, sulla paura della mescolanza, sulla separazione del diverso e sulla segregazione del nero.

28 maggio 2026

L'architettura e il cerchio

Arco in una serliana a Palazzo del Te, Mantova

Le parole architettura e architetto costituiscono un’eredità del termine greco archiĕktōn, composto da archi- “archi” e tĕktōn “costruttore”. Se attualmente in architettura sono proposte teorie effimere lo si deve alla dimenticanza dell’articolato simbolismo riguardante il cerchio.

8 maggio 2026

Sotto il colore: come un restauratore legge la storia di un muro

Una facciata affrescata in cui si leggono insieme la pittura sopravvissuta e le aree dove l'intonaco è caduto. Quando un frammento di pellicola pittorica va perso, va perso per sempre: il restauro arriva sempre dopo la perdita.

Prima di toccare un'opera, il restauratore deve capire cosa c'è sotto. E spesso, quello che trova racconta secoli di storia dimenticata.

5 maggio 2026

Xavier Dolan: il ritorno del figliol prodigo

Dopo una “pausa di riflessione” durata tre anni, lo scapestrato enfant prodige del cinema Xavier Dolan torna a far parlare di sé con un ritorno (quasi) a sorpresa dietro la sua amata e sofferta macchina da presa. Prevedendo una nuova era artistica per l’ormai non così giovane regista canadese, ripercorriamo la sua carriera in attesa di capire meglio cosa ci riserverà la sua ultima fatica.