27 gennaio 2026

Il giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale: quando il problema non è scrivere, ma farsi trovare

Perché l’intelligenza artificiale non sta sostituendo i giornalisti, ma sta riscrivendo le regole dell’accesso, della visibilità e del potere informativo

24 gennaio 2026

L’arte può sopravvivere al suo creatore? Il caso Van Gogh “non” insegna.

Il desiderio malcelato di molti artisti, scrittori, musicisti... è di essere ricordati dopo la morte. In altre parole che le opere sopravvivano nel tempo ai loro creatori. D’altra parte chi realizza qualcosa che abbia dignità artistica intende lasciare un segno che, per non essere effimero, dovrebbe resistere alle mode così come alle ingiurie del tempo.

21 gennaio 2026

La siepe Quantistica di Recanati


21 anni. Solo ventuno anni. Ha ventuno anni il ragazzo che osserva fuori dalla finestra della sua camera. Il paesaggio bucolico dà su un monte dal nome ‘Tabor’.
Ha la schiena ricurva, è triste e solo. Solo pochi giorni prima aveva provato a scappare da quella casa trasformata in prigione. Ma il suo tentativo di evadere è fallito.
Così guarda quel paesaggio, sotto il cielo di una periferia dello Stato Pontificio, Recanati, immaginando di trovarsi altrove: nelle corti di Milano, nella città di Pisa, a Roma a contatto con amici e grandi intellettuali del tempo.

19 gennaio 2026

Il cinema secondo Virginia Woolf

Ci sono diverse chiavi di lettura per analizzare il cinema, la sua storia, la sua evoluzione. Ci si può soffermare su aspetti tecnici e formali oppure sui suoi contenuti, sui messaggi che negli anni ha veicolato. C’è anche la possibilità di affidarsi allo sguardo di chi, pur non facendo direttamente cinema in prima persona, è comunque parte integrante del mondo della cultura del Novecento. Per questa ragione, può essere molto interessante approfondire il punto di vista che una delle scrittrici più note e popolari della modernità ci ha consegnato sulla settima arte, Virginia Woolf.

16 gennaio 2026

La disobbediente: da “Susanna” a “Giuditta”, viaggio nell'anima di Artemisia

Quanto è sottile la linea di demarcazione tra curiosità e genialità? E tra trasgressione e modernità? Tutto sommato, potremmo semplicemente constatare che La disobbediente di Elizabeth Fremantle è una sorta di rivalsa, la vicenda nel complesso trionfante di una donna nata in un tempo reo e rea di essere donna, un femminismo ante litteram, che ci condurrebbe inevitabilmente lungo sentieri affascinanti, popolati da altre eroine del passato, creature letterarie, inventate e reali, dimenticate o rinomate. Ma la storia di Artemisia Gentileschi è molto di più. È la storia di una donna brillante, arguta, talentuosa, che ha percorso la scia prodigiosa dell’arte, amata e odiata, denigrata e gloriata, per secoli dimenticata e poi ritrovata. 

13 gennaio 2026

Il potere del contagio in Gesualdo Bufalino: quando l’infezione diventa seduzione

Già erano scomparse l'incredulità e la vergogna dei primi tempi, quando ogni fibra è persuasa ancora d'essere immortale e si rifiuta di disimpararlo. Ma sopravviveva il rancore, anche se sotto la specie di una loquace pietà di me stesso. Un re forestiero m'era venuto ad abitare sotto le costole, un innominabile minotauro, a cui dovevo giorno per giorno in tributo una libbra della mia vita. E inutilmente il cuore, il quale possiede non meno che la vista, un suo prezioso potere d'accomodo, s'affannava a ripetermi ch'ero stato io a sceglierlo, quel male, per pulire superbamente col mio sangue il sangue che sporcava le cose, e guarire, immolandomi in cambio di tutti, il disordine del mondo. Non serviva. Non serve mai, solo al fine di consolarsene, nobilitare un destino che ci è giocoforza patire.

Queste parole fanno parte dell'opera prima di Gesualdo Bufalino (1920-1996), Diceria dell'Untore, vincitore del premio Campiello del 1981, un testo che ci perviene nella sua elaborazione finale, frutto com'è stato dei continui maneggiamenti e rivisitazioni quasi ossessive da parte dell'autore. Questo perché Bufalino cercava sempre, laddove già aveva scritto, un nuovo modo di intendere quel concetto o quell'idea o quella metafora, e questo tramite la mediazione della parola, la singola parola; una parola che trova poi il suo spazio nell'intersecazione con un altro numero di parole che sono state calibrate dall'autore in una giustapposizione. 

10 gennaio 2026

Il lato erotico di Dino Buzzati

Dino Buzzati (1906 - 1972) è noto al pubblico soprattutto per il suo romanzo Il deserto dei Tartari e per le sue raccolte di racconti dove il fantastico si intreccia con il reale narrato con il piglio meticoloso del giornalista. 

7 gennaio 2026

La profonda vertigine nell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto

Richiami intertestuali, bizzarria e pretese di credibilità: un carosello vertiginoso che rivela l’inquietante disordine del mondo

4 gennaio 2026

Marina Cvetaeva e Anna Achmatova: poesia e potere nella Russia tra rivoluzione e totalitarismo

La poesia russa del XX secolo si sviluppa in un contesto storico di profonda trasformazione politica e sociale. La Rivoluzione del 1917, la guerra civile e l’instaurazione del regime sovietico determinano una pressione costante sugli individui, e in particolare sugli artisti. Marina Cvetaeva e Anna Achmatova emergono come due voci fondamentali della letteratura russa, entrambe confrontate con le forme di controllo politico e culturale imposte dal potere. Il presente saggio intende analizzare le strategie delle due poetesse, il loro rapporto con il potere e il ruolo della poesia come spazio di libertà e testimonianza, attraverso esempi testuali significativi.

2 gennaio 2026

Gli articoli di Elapsus più letti del 2025


Conclusosi il 2025 desideriamo tirare le somme mostrando un riepilogo degli articoli più letti nel corso dell'anno. La classifica valorizza ovviamente gli articoli usciti prima del 2025, avendo a disposizione una visibilità di dodici mesi, tuttavia mostrano quali argomenti siano di maggior interesse da parte degli utenti di Elapsus.

30 dicembre 2025

Piero Gauli. Un grande artista del ‘900 finito in soffitta

Piero Gauli (1916 - 2012) è stato un pittore, scultore e scenografo, esponente del Gruppo Corrente. Artista con una lunga storia alle spalle (internato in campo di concentramento), importanti esposizioni e una sterminata produzione di indubbio valore. Tutto ciò non è stato tuttavia sufficiente ad assicurarne la fama dopo morto. Proviamo a capire le ragioni di questo ingiusto declino.

26 dicembre 2025

"I demoni" di Dostevskij riletti attraverso la lente di Bauman e di Foucault

I Demoni, pubblicato nel 1872, rappresenta una delle opere più complesse di Dostoevskij, affrontando temi di rivoluzione, nichilismo, ideologia e corruzione morale. Il romanzo racconta di un gruppo di giovani radicali che cercano di scuotere l’ordine sociale attraverso manipolazione, violenza e progetti rivoluzionari, spesso guidati da motivazioni egoistiche o ideologiche.

23 dicembre 2025

Il penoso stato di film e serie TV oggi


Mia madre che è chiaramente di un'altra generazione, lamenta sempre il fatto che in TV non fanno più i bei film di un tempo. I film, come sappiamo, si sono spostati nelle piattaforme a pagamento e nei canali in chiaro resta ben poco. Inoltre la qualità di ciò che viene presentato è sempre più a ribasso.
Nel video che vi presento, si fa un'interessante disamina in merito all'abbassamento qualitativo delle sceneggiature, della recitazione e di film e serie TV.

20 dicembre 2025

L’arte come spazio di cura: perché oggi la creatività risponde a un bisogno collettivo

In un contesto globale segnato da crisi e instabilità, l’arte contemporanea assume sempre più il ruolo di spazio di ascolto, riflessione e cura collettiva.

17 dicembre 2025

"I Fratelli Karamazov" e la modernità liquida: Dostoevskij letto attraverso Zygmunt Bauman

Il romanzo I fratelli Karamazov (1880) di Fëdor Michajlovič Dostoevskij è tradizionalmente interpretato come un grande affresco teologico e morale della crisi dell’uomo moderno, sospeso tra fede e nichilismo, libertà e colpa, responsabilità e disperazione. Tuttavia, una rilettura sociologico-filosofica, condotta attraverso le categorie teoriche elaborate da Zygmunt Bauman nel XX secolo, consente di cogliere nel testo dostoevskiano una sorprendente capacità prefigurativa della condizione contemporanea. In particolare, il concetto di “modernità liquida” offre una chiave di lettura capace di mostrare come il romanzo metta in scena una forma di libertà slegata da legami stabili, da istituzioni credibili e da orizzonti condivisi, una libertà che non conduce all’emancipazione ma allo smarrimento.

Il presente saggio intende argomentare che I fratelli Karamazov può essere interpretato come un laboratorio narrativo della crisi della responsabilità che Bauman descriverà come tratto strutturale della società liquida. Attraverso l’analisi dei personaggi, della dinamica del parricidio e della figura di Alëša, si mostrerà come Dostoevskij anticipi, in forma letteraria, le principali aporie della modernità avanzata.

14 dicembre 2025

Eppure qualcuno restò. L’inizio della civiltà: una frattura che non abbiamo abbandonato

La nostra storia non comincia con la forza, ma con la scelta di non lasciare indietro chi non poteva più camminare.

11 dicembre 2025

Raskol’nikov e il soggetto digitale tra Dostoevskij e Zygmunt Bauman


Il presente saggio analizza la trasformazione della nozione di colpa dall’età moderna all’era digitale attraverso un confronto tra la rappresentazione letteraria di Rodion Raskol’nikov in Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij e la teoria della “modernità liquida” elaborata da Zygmunt Bauman. Mentre in Dostoevskij la colpa si configura come un’esperienza interiore, tragica e potenzialmente redentiva, radicata in una forte interiorità morale, nella società contemporanea descritta da Bauman essa non scompare, ma si trasforma: perde profondità esistenziale e si frammenta in una responsabilità diffusa, spesso burocratica e impersonale, che indebolisce il legame tra azione, coscienza e senso del peccato. Il saggio mette in luce il passaggio da una “colpa verticale” a una “colpa reticolare”, riflettendo sulle implicazioni etiche e antropologiche di tale mutamento.

8 dicembre 2025

Finché possiamo spegnerla: il mito dell’intelligenza delle macchine

Perché la simulazione non diventerà mai coscienza, nonostante la nostra ostinazione nel crederlo.

5 dicembre 2025

La Creatura che vaga nello spazio: lode all’ingegno umano e all’empatia

Frankenstein di Guillermo del Toro e Orbit Orbit di Caparezza sono una celebrazione dell’ingegno che permette di creare, ma senza empatia può provocare disastri.

2 dicembre 2025

L’assedio di Parigi del 1870 nelle parole di Edmond de Goncourt



Il 2 settembre 1870 l’impero francese perse la battaglia di Sedan contro le truppe prussiane del feldmaresciallo von Moltke. Lo choc per i francesi fu duplice, sia per la sconfitta militare che per la cattura dell’Imperatore Napoleone III che venne deposto. Ma questa sconfitta non segnava la completa capitolazione della Francia perché la capitale, seppur senza il suo imperatore, si opponeva ai prussiani. Con la deposizione di Napoleone III infatti, Parigi organizzò un governo repubblicano (la Terza Repubblica Francese) intenzionato a resistere.
Quelli che seguono sono un estratto dei Diari scritti da Edmond de Goncourt da cui si evincono i sentimenti e le sensazioni di quei giorni. Sensazioni che richiamano alla mente le paure e le privazioni della guerra odierna, a Gaza come in Ucraina, che a distanza di più di 155 anni paiono immutate.