Poiché noi italiani non siamo che un popolo delinquente, conformista, colonialista, razzista, schiavista, qualunquista e fascista.
Poiché noi italiani non siamo che un popolo delinquente, conformista, colonialista, razzista, schiavista, qualunquista e fascista.
Dopo una “pausa di riflessione” durata tre anni, lo scapestrato enfant prodige del cinema Xavier Dolan torna a far parlare di sé con un ritorno (quasi) a sorpresa dietro la sua amata e sofferta macchina da presa. Prevedendo una nuova era artistica per l’ormai non così giovane regista canadese, ripercorriamo la sua carriera in attesa di capire meglio cosa ci riserverà la sua ultima fatica.
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Due film, due luoghi isolati, due protagonisti vittime della pazzia e del male che si ripete sempre uguale a se stesso
Il desiderio malcelato di molti artisti, scrittori, musicisti... è di essere ricordati dopo la morte. In altre parole che le opere sopravvivano nel tempo ai loro creatori. D’altra parte chi realizza qualcosa che abbia dignità artistica intende lasciare un segno che, per non essere effimero, dovrebbe resistere alle mode così come alle ingiurie del tempo.
Quanto è sottile la linea di demarcazione tra curiosità e genialità? E tra trasgressione e modernità? Tutto sommato, potremmo semplicemente constatare che La disobbediente di Elizabeth Fremantle è una sorta di rivalsa, la vicenda nel complesso trionfante di una donna nata in un tempo reo e rea di essere donna, un femminismo ante litteram, che ci condurrebbe inevitabilmente lungo sentieri affascinanti, popolati da altre eroine del passato, creature letterarie, inventate e reali, dimenticate o rinomate. Ma la storia di Artemisia Gentileschi è molto di più. È la storia di una donna brillante, arguta, talentuosa, che ha percorso la scia prodigiosa dell’arte, amata e odiata, denigrata e gloriata, per secoli dimenticata e poi ritrovata.
Dino Buzzati (1906 - 1972) è noto al pubblico soprattutto per il suo romanzo Il deserto dei Tartari e per le sue raccolte di racconti dove il fantastico si intreccia con il reale narrato con il piglio meticoloso del giornalista.
Piero Gauli (1916 - 2012) è stato un pittore, scultore e scenografo, esponente del Gruppo Corrente. Artista con una lunga storia alle spalle (internato in campo di concentramento), importanti esposizioni e una sterminata produzione di indubbio valore. Tutto ciò non è stato tuttavia sufficiente ad assicurarne la fama dopo morto. Proviamo a capire le ragioni di questo ingiusto declino.
Frankenstein di Guillermo del Toro e Orbit Orbit di Caparezza sono una celebrazione dell’ingegno che permette di creare, ma senza empatia può provocare disastri.
Uno degli obiettivi primari dell’arte è quello di avvicinare, unire, connettere anime presenti in tutto il mondo. Che sia musica, letteratura o pittura, l’arte espressa in tutte le sue innumerevoli forme può essere come un filo che può oltrepassare i limiti spazio - temporali: un’opera di ieri può emozionare anche oggi, così come un’opera creata in un paese sperduto può approdare in una grande metropoli. Uno dei fenomeni artistici che concretizzano al meglio questo ammirevole scopo è, senza dubbio, la Mail Art.
Con il termine “cartolarizzazione” s’intende la trasformazione di crediti monetari in titoli negoziabili dematerializzati il cui valore può aumentare o ridursi a un “pezzo di carta straccia”. È una situazione in cui l’arte è sempre più coinvolta e costituisce una metafora del suo decadimento culturale.
Pellicola muta del 1924 che, attraverso le disavventure di un portiere d’albergo che viene degradato a custode di gabinetti, denuncia la crudeltà dell’animo umano.
In questa pellicola grottesca del 1932 il regista danese mette in scena l’eterna lotta tra la ragione e il male che si nasconde nell’animo umano.
C’è un filo rosso che unisce una grande quantità di opere; il leitmotiv. Il termine è di origine tedesca è composto da leiten che significa guidare o condurre e motiv ovvero "motivo" o "tema" e vuol dire letteralmente “filo conduttore” o “motivo conduttore”, un elemento che guida, orienta, che attraversa. Non si tratta solo di una ricorrenza, ma di una direzione, una trama invisibile che accompagna il corso dell’opera tenendo insieme le parti, come dei fili che cuciono un tessuto complesso e vivo. Trova la sua genesi nella musica romantica di fine ottocento, specialmente nelle opere di Richard Wagner, dove diventa una tecnica narrativa musicale: una breve melodia o frase musicale associata ad un personaggio, a un’emozione un concetto che ritorna nel tempo, modificandosi e trasformandosi con l’evolversi delle emozioni e dei sentimenti. Celebre è la Cavalcata delle valchirie, un motivo potente, riconoscibile che si innesta come firma sonora carica di significato.
Dino Risi e Franca Valeri denunciano le ombre che si celano dietro l’ottimismo dell’Italia durante la ripresa del secondo dopoguerra
Roma, 1955. In un’Italia in pieno boom economico, Cesira è una ragazza del settentrione che si trasferisce nella capitale in cerca di una sistemazione. Va a vivere a casa degli zii, retrogradi e bigotti, che disapprovano lo stile di vita della nipote che, addirittura, si mantiene con un lavoro. Cesira stringe un forte legame con la cugina Agnese, una bella ed ingenua ragazza che tenta, in tutti i modi, di raggiungere l’indipendenza guadagnata dalla prima. Il punto debole di Cesira è l’amore: cerca di trovare un uomo che la ami ma tutti i suoi tentativi risultano vani.
Nella seconda metà dell’Ottocento, le opere d’arte venivano valutate secondo criteri accademici piuttosto rigidi impedendo agli artisti di allontanarsi troppo dalle regole. Questo eccesso di conformismo era mal sopportato da alcuni artisti, che nel tempo avevano provato a forzare il verdetto dei giudici del Salon Officiel, la famosa esposizione annuale parigina, venendo spesso esclusi anche per piccole libertà esecutive. I criteri di valutazione si basavano su: la qualità del disegno, l'accostamento dei colori, la composizione e la disposizione degli oggetti nello spazio. Giornali e riviste dell'epoca, ma soprattutto critici e intellettuali erano i cani da guardia di questa impalcatura che non aveva remore per nessuno. Sono note a tutti le vicende degli impressionisti, o gli sberleffi a dipinti divenuti celebri come l'Olympia di Édouard Manet. Ma oltre a essi c'era anche un altro pittore, oggi meno noto dei primi, che subiva lo stesso trattamento: stiamo parlando di Gustave Courbet.
La fotografia è l’arte del racconto di un istante, di un presente che diventa passato, ricordo, testimonianza. Gli scatti ricostruiscono la storia di ieri nel domani e mostrano al mondo realtà lontane nello spazio e nel tempo, ma sono capaci anche semplicemente di diffondere pura bellezza. Immergersi nell’opera di un artista della fotografia e seguirne la ricerca significa analizzarne lo sguardo, le sensibilità, il punto di vista. Tra le fotografe del passato maggiormente meritevoli di attenzione, vi è, senza dubbio, Julia Margaret Cameron.